Quote Bankitalia, il Tesoro affonda Brunetta: Palazzo Koch non ne vale più di 7 miliardi

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Secondo l'agenzia Reuters che cita un documento interno del Ministero del Tesoro il capitale della Banca d'Italia, attualmente fermo 156 mila euro, se rivalutato non andrebbe oltre i 7 miliardi di euro. Per la precisione l'importo della rivalutazione sarebbe probabilmente compreso tra i 5 e i 7 miliardi di euro.

  

Nei giorni scorsi Renato Brunetta aveva valutato in modo erroneo il capitale della banca, confondendolo con il patrimonio della stessa pari a 22,6 miliardi, tra l'altro arrotondati da Brunetta a 25.

Secondo l'esponente del centrodestra l'operazione dovrebbe avere effetti benefici sia per le banche che sono azioniste di Palazzo Koch sia per lo Stato. Le prime avrebbero ricevuto benefici patrimoniali, contribuendo a migliorare i propri coefficienti di solidità, mentre lo Stato avrebbe ottenuto un gettito extra, da 5 miliardi di euro: trasformando le riserve dell'Istituto in capitale sociale si potrebbero poi obbligare i partecipanti a versare una parte della rivalutazione allo Stato.

Anche da questo punto di vista però il documento del Tesoro rivela che le previsioni di Brunetta sono campate in aria: innanzitutto bisognerebbe obbligare le banche a rivalutare le quote in loro possesso, poiché in caso contrario potrebbero non voler versare imposta dovuta. Inoltre le banche nei propri bilanci trattano le quote della Banca d'Italia in modo differente: da questo trattamento contabile deriverebbe poi l'aliquota da applicare. Per questo motivo risulterebbe molto difficile valutare ex ante il gettito della rivalutazione.

L'ultimo ostacolo al piano Brunetta è infine dovuto ai tempi di attuazione, che non sono certamente stretti: intanto non è possibile obbligare le banche alla rivalutazione, poiché per la Banca centrale europea e per la Commissione UE l'operazione verrebbe vista come un finanziamento monetario dell'Italia. Se invece la rivalutazione fosse volontaria occorrerebbe innanzitutto aspettare il parere obbligatorio di Francoforte, modificare lo statuto della Banca d'Italia e quindi deliberare l'aumento di capitale.

Va inoltre considerato che la legge 262 del 2005 prevede il trasferimento delle quote della Banca d'Italia allo Stato o ad altri enti pubblici: nonostante la norma sia stata continuamente rinviata (proprio a causa delle divergenze sulla rivalutazione) nel caso in cui vedesse attuazione dopo la rivalutazione lo Stato dovrebbe spendere fra i 5 ed i 7 miliardi per ricomprare tali quote a fronte di un gettito da rivalutazione probabilmente di molto inferiore ai 2 miliardi. Si tratterebbe insomma di un vero e proprio regalo dei contribuenti italiani alle banche, senza contare che l'autonomia di Palazzo Koch potrebbe venirne danneggiata.

In definitiva la proposta di Renato Brunetta appare essere una truffa ai danni dei contribuenti cui, per l'ennesima volta, nel marketing e bispensiero politico, viene dato il nome di "copertura".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56731/20130930/tesoro-quote-bankitalia-banca-italia-rivalutazione-brunetta.htm

 

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