Giappone, atto finale per il piano di stimolo, mentre i tassi reali finiscono sotto zero

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Martedì il premier giapponese Shinzo Abe dovrebbe annunciare che l'imposta sulle vendite aumenterà come previsto a partire dal prossimo aprile 2014. È quanto trapela da fonti governative che aggiungono che il governo è al lavoro per studiare contromisure di stimolo volte ad attutire l'aumento della tassazione sulle vendite.

  

Gran parte del piano di stimolo, che dovrebbe arrivare a 5000 miliardi di yen (pari a circa 38 miliardi di euro), è già stato oggetto di trattative all'interno della coalizione capitanata dal partito liberaldemocratico del primo ministro, tuttavia bisogna ancora risolvere la questione del taglio alle imposte per gli individui.

Resta infatti confermato il taglio delle imposte e l'aumento degli sgravi fiscali nei confronti delle imprese nella speranza di spingere le stesse ad aumentare i propri investimenti: la mossa, secondo alcuni esponenti della maggioranza, potrebbe essere vista come uno "sgarbo" ai cittadini per sostenere le grandi corporation, se non sarà accompagnato da tagli anche per gli individui.

Nonostante il premier abbia deciso di spingere verso la formulazione della bozza di piano di stimolo restano comunque malumori e preoccupazioni circa la reale efficacia del piano: da un lato vi sono coloro i quali temono che l'aumento dell'imposta sulle vendite possa tornare a far deprimere la crescita economica. Tale imposta, simile all'IVA italiana, dovrebbe aumentare dal 5 all'8 per cento nell'aprile 2014 e dall'8 al 10 per cento nell'ottobre 2015: l'aumento è già stato approvato dal Parlamento, ma si è in attesa della conferma da parte del governo.

Dall'altro lato invece vi sono i sostenitori del Ministro delle finanze Taro Aso, il quale invece è favorevole ad una stretta fiscale al fine di riportare sotto controllo sia il deficit che il debito pubblico il più alto al mondo in rapporto al PIL (oltre il 200 per cento). È chiaro dunque che il governo di Abe dovrà muoversi con estrema cautela per preservare la crescita economica, ma anche cominciare ad abbattere il debito pubblico, cominciando con il dimezzamento del deficit pubblico.

Intanto i tassi di interesse reale, dopo anni in cui sono rimasti a livelli elevati, sono finiti al di sotto zero: negli anni scorsi la deflazione che flagella l'Impero da oltre 10 anni ha contribuito a gonfiare il debito pubblico.

La caduta dei tassi di interesse reali a lungo termine rappresenta una vittoria per l'Abenomics, di cui costituisce un fattore chiave: messi di fronte alla prospettiva di vedere erodere il proprio capitale gli investitori in obbligazioni potrebbero cercare remunerazioni più elevate sul mercato azionario o in altri strumenti finanziari (contribuendo alla reflazione) e magari cercando investimenti all'estero (contribuendo in questo caso al deprezzamento dello yen).

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56743/20130930/giappone-stimolo-imposte-vendite-tassi-reali-abenomics.htm

 

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