Weidmann all'attacco dell'Europa: le banche devono smettere di comprare debito sovrano

E-mail Stampa PDF

"La crisi finanziaria e del debito sovrano ha sottolineato l'importanza del rompere quel disastroso nesso esistente tra banche ed il debito sovrano in cui i bilanci di traballanti banche trascinano a fondo quelli sovrani e vice versa. Un'unione bancaria europea è un importante passo verso la fuga da questo abbraccio mortale. Per porre fine a questo, e per completare l'unione bancaria, è cruciale una rivalutazione del trattamento normativo dell'esposizione delle istituzioni finanziarie nei confronti dei debiti sovrani". Queste sono solo alcune delle parole tratte dalla missiva al Ft di Mr. Weidmann, numero uno della Bundesbank.

  

La richiesta avanzata dal numero uno della Buba è rivolta a tutte le banche dell'Eurozona: bisogna ridurre subito l'esposizione sui bond governativi, è 'salutare' spostare i capitali verso altri investimenti così che ogni elemento torni a mostrare la propria effettiva rischiosità. Un appello che di certo fa storcere il naso a più di un Paese membro dell'unione e che potrebbe far cambiare sul nascere i piani della Banca centrale europea. Quest'utima, infatti, starebbe valutando l'eventualità di un nuovo round di prestiti 'vantaggiosi' a basso tasso di interesse: i piani alti della Bce, insomma, starebbero pensando ad una nuova tornata di LTRO.

Le Long Term Refinancing Operations (LTROs) hanno visto la luce, per la prima volta, nel biennio 2011-2012 con circa 1 trilione di euro pompato direttamente nel sistema bancario europeo. La natura intima di questi piani era quella di stimolare l'erogazione del credito da parte delle sofferenti banche, tamponando l'emergenza Credit Crunch, e ponendo un nuovo importante paletto di sostegno alla ripresa europea. La realtà dei fatti, poi, mostrò un ben altro sentiero: una buona fetta di quei prestiti a bassi tassi di interesse venne investita dalle banche direttamente nei debiti sovrani.

"La presente, così come la prossima, regolamentazione implica ancora un trattamento preferenziale - in varie forme - nei confronti delle esposizioni verso i debiti sovrani (...) [le quali] sono, tra l'altro, privilegiate da requisiti patrimoniali bassi o [addirittura] nulli" aggiunge Weidmann rincarando la dose. Il quadro attuale, insomma, fa propendere le banche a questa naturale esposizione verso l'investimento in bond sovrani, meglio ancora se locali. "La percentuale - illustra il numero uno della Bundesbank - dei bond sovrani sugli asset totali delle banche, nell'eurozona, è cresciuta di un terzo negli ultimi cinque anni dal 4 al 5,3% [fino al 9% in Spagna e al 10% per le banche in Italia, N.d.R.] (...) Recenti studi, incluso uno della Bundesbank, hanno rivelato come (...) più le banche sono vulnerabili più si espongono sui debiti sovrani".

Insomma, i piani della Bce rischiano di alimentare un perverso gioco finanziario: le banche deboli giocano al rialzo con i rischi, puntano su quei bond sovrani ad alto rendimento e si rifinanziano, così, ad un minor tasso di interesse (usando i bond in questione come collaterale). Il tutto, a conti fatti, allontana l'aggiustamento di quei business model bancari che palesemente non funzionano più. Stesso discorso, poi, vale anche per i governi e le riforme strutturali da fare: finché l'ingranaggio in questione gira, la reperibilità dei fondi non manca e lo status quo resta tale. 

Il cambio di direzione auspicato da Weidmann non è facile: "Sono conscio che le banche, così come i governi, hanno timore dell'aumento dei costi del reperire fondi che deriverebbe dalla fine dei privilegi concessi fino ad ora ai debiti sovrani (...) questa mossa potrebbe [anche] portare a considerevoli turbolenze sui mercati. Io non penso che queste argomentazioni dovrebbero impedirci di fare la cosa giusta".

La Bundesbank preme per un deciso cambi di rotta, insomma. La riforma, agli occhi dell'irreprensibile Germania, va fatta. Non importa quante turbolenze comporterà, non importa se comprometterà nel breve il già traballante equilibrio di molti Paesi. Bisogna riformare adesso, subito: 'whatever it takes'. Dicono (ora) loro.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56782/20131001/germania-bundesbank-ft-weidmann-banche-debiti-sovrani-bond-riforma-europa-ltro-sistema-bancario.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati