Cina, l'avanzata continua: PMI manifatturiero migliora ancora, ma restano fragilità

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Secondo il National Statistics Bureau (NSB) e la China Federation of Logistics & Purchasing (CFLP) l'indice PMI, relativo all'attività manifatturiera, nel mese di settembre, ha avuto un lieve aumento, passando da 51,0 del mese di Agosto, a 51,1, segnando così i limiti del "rimbalzo" avvenuto dopo un rallentamento economico affrontato nel secondo semestre dell'anno. Questa volta la Cina non batte le previsioni: gli analisti infatti avevano previsto un aumento medio a 51,6 punti.

  

Per poter capire le dinamiche e l'importanza di un indicatore quale l'attività manifatturiera, è necessario tenere a mente che mentre l'indice PMI elaborato dal NSB e dalla CFLP si concentra sulle imprese di grandi dimensioni, l'indice PMI calcolato dall'HBSC si concentra soprattutto sulle imprese di piccole dimensioni. Pertanto, il sottoindice per le piccole imprese registra un calo, rispetto al mese precedente, a 48,4 punti, mentre quello per le grandi-medie imprese è salito a 52,1 da 51,8 punti. Il sub indice relativo ai nuovi ordini complessivi  è salito a 52,8 punti, dal 52.4 del mese precedente, con ordini di export a 50,7 da 50,2.

L'indice manifatturiero mostra, quindi, come l'impulso economico "non sia così forte", soprattutto perché le piccole imprese sono costrette ad affrontare ingenti difficoltà per ottenere l'accesso ai capitali e si trovano in una situazione di crisi originata dalla sovraccapacità e dalla debolezza della domanda.

 Inevitabilmente un quadro economico-industriale come questo preoccupa la stabilità della nascente ripresa economica.  Sulla questione, Zhao Qinghe, statistico del NSB , commenta il dato sostenendo che "anche se la produzione industriale è stabile, lo sviluppo non è equilibrato. La tendenza al miglioramento per le grandi e medie imprese di sta consolidando, ma sono le piccole imprese che affrontano ancora parecchie difficoltà".

Ancora una volta, ciò che preoccupa è la ripresa e la sua sostenibilità. Il terzo trimestre dell'anno ha mostrato sì una forte ripresa, ma secondo alcuni analisti l'ultimo PMI mostra le fondamenta fragili sui cui si costruisce il rilancio economico cinese, tanto da suscitare negli analisti la convinzione che nel prossimo anno il ritmo di crescita si raffredderà nuovamente.

Il Governo cinese, tuttavia, conferma la volontà e la capacità di raggiungere il target di crescita del 7,5% previsto per il 2013, attraverso l'attuazione di politiche pro-crescita, in particolare mediante misure di sostegno fiscale, come la spesa per gli investimenti ferroviari, per le infrastrutture e la riqualificazione urbana, nonché tagli alle spese per le piccole imprese con esenzioni e agevolazioni fiscali.

L'impegno del Premier cinese, Li Kequiang, dovrà dunque consistere nel continuare ad attuare "mini stimoli", mediante interventi di politica economica che aiutino le piccole imprese ad uscire dalla situazione di crisi, così da consolidare ulteriormente la ripresa economica e, di conseguenza, poter raggiungere facilmente l'obiettivo di crescita. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56786/20131001/manifattura-cina-aumento-ripresa-stabilit.htm

 

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