Disoccupazione record, quella giovanile supera il 40%. E la sua corsa non è ancora finita

E-mail Stampa PDF

Nonostante le statistiche siano comunque molto più morbide rispetto alla realtà (poiché molte persone sono considerate lavoratrici anche se nei fatti non lo sono), l'Istat registra che il tasso di disoccupazione è tornato al suo massimo storico, già toccato lo scorso maggio: gli italiani alla ricerca di un lavoro rappresentano il 12,2 per cento in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente luglio e dell'1,5 per cento rispetto ad agosto 2012.

  

Si tratta per l'appunto del massimo storico sia per quanto riguarda le recenti serie mensili, che sono state avviate nel gennaio 2004, sia nelle serie trimestrali che invece sono state avviate nel primo trimestre 1977.

Supera una soglia psicologica molto triste anche la disoccupazione giovanile: fra i 15 e i 24 anni il tasso di disoccupazione sale oltre il 40 per cento, per la precisione 40,1 per cento, registrando un aumento di 0,4 punti percentuali rispetto a luglio e di 5,5 rispetto ad un anno fa. Anche in questo caso si tratta di record storico sia per la serie mensili che le serie trimestrali.

Si tratta in quest'ultimo caso di 667mila giovani che cercano un lavoro ma non riescono a trovarlo: ciò significa che oltre l'11 per cento di questa coorte d'età non riesce a lavorare.

In generale il numero di persone disoccupate arriva a 3 milioni 127 mila unità, in aumento di 42 mila persone.

Unico segnale parzialmente positivo riguarda invece la timida frenata del calo del tasso di occupazione: gli individui occupati sono rimasti fermi a circa 22 milioni 498 mila, lasciando invariato il tasso di occupazione a 55,8 per cento rispetto al mese precedente. Il calo tendenziale tuttavia è dello 0,8 per cento: i posti di lavoro persi sono stati 347 mila in un anno.

I numeri sono comunque destinati a salire: nel corso della crisi iniziata nel 2008 i nuovi disoccupati sono stati un milione, e il tasso, secondo il Fondo Monetario Internazionale, dovrebbe arrivare al 12,4 per cento nel 2014. A questo si aggiungono l'incertezza causata dall'instabilità politica e l'aumento delle tasse: l'aumento IVA, in vigore da oggi primo ottobre, rischia di comprimere ulteriormente i consumi, approfondendo la crisi delle imprese, che potrebbero essere costrette a licenziare e chiudere, aumentando così l'esercito dei senza lavoro. Si aggiunga poi il fatto che fra i provvedimenti mancati c'è anche il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, che potrebbe lasciare soli a sé stessi molti "diversamente disoccupati".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56791/20131001/disoccupazione-record-giovanile-istat.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili