Berlusconi non fa più paura, almeno alle borse: Piazza Affari vola grazie al Letta bis

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La bomba Berlusconi non fa più paura dei mercati, che volano spinti dalla possibilità che la crisi politica detonata nel corso dell'ultimo weekend di settembre possa concludersi con un governo Letta bis epurato dei capricci berlusconiani.

  

Il principale indice del mercato azionario italiano FTSE MIB ha chiuso con un rialzo di oltre il 3 per cento portandosi a ridosso dei 18 mila punti, recuperando così i livelli precedenti le prime avvisaglie della crisi, ovvero la minaccia di dimissioni di massa dei parlamentari del Popolo della Libertà che risalgono a mercoledì scorso. Ci guadagna anche Berlusconi, del resto: Mediaset vola del 5,5 per cento, gonfiando così il portafogli del suo proprietario.

Il mercato ha premiato principalmente i titoli finanziari, che hanno beneficiato della caduta dello spread tra titoli di Stato italiano e gli omologhi tedeschi: lo spread ha chiuso sotto quota 270 punti base, stringendo dai 285 registrati in chiusura lunedì 30 settembre, ma soprattutto molto lontano dai massimi della mattina, ovvero 305 punti base. Addirittura, se si considera il precedente benchmark, ovvero maggio 2023, lo spread cala a 256 punti base.

I mercati, insomma, non ritengono molto saggio vendere Italia, soprattutto dopo gli sviluppi dal punto di vista politico che hanno evidenziato che all'interno del Popolo della Libertà si è formata una corrente più moderata rispetto a quella di Silvio Berlusconi, che aveva deciso di mandare al massacro il paese facendo scoppiare una crisi di governo proprio a ridosso di scadenze economiche fondamentali, che guarda caso sarebbero arrivate in contemporanea alla decisione del Senato circa la sua decadenza.

Più che senso di responsabilità, a salvare il governo Letta è principalmente il fatto che in caso di caduta del governo la legge di stabilità sarebbe stata scritta a Bruxelles, che in passato ha più volte chiesto all'Italia di procedere con l'aumento dell'Iva e il ripristino dell'IMU. In realtà non è neanche necessario l'intervento attivo della Troika, poiché entrambe le misure, odiatissime dal centrodestra, erano già previste dalle manovre che si sono susseguite sin dal 2011, ovvero dagli ultimi mesi del governo Berlusconi.

I ribassi di lunedì sono stati visti quindi come un'occasione di acquisto a prezzi modici e le ulteriori assicurazioni giunte nella giornata di martedì hanno spinto i trader ad approfittare dei "minisaldo", facendo esplodere l'indice italiano.

La fase politica ed economica resta comunque molto delicata: domani mercoledì 2 ottobre inizierà la discussione in Senato con il conseguente (anche se non ancora certo) voto di fiducia per Enrico Letta, in cui si potrà vedere se effettivamente avverrà la spaccatura all'interno del principale partito del centrodestra. Ad aggiungere volatilità vi sarà inoltre il meeting di politica monetaria della Banca centrale europea, anticipato di un giorno rispetto al canonico primo giovedì del mese, poiché il 3 ottobre è festa nazionale in Germania. Non sono comunque attesi eccessivi scossoni provenienti da Francoforte. A dominare l'attività finanziaria resteranno quindi principalmente i due governi in "stand-by", vale a dire Italia e Stati Uniti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56823/20131001/berlusconi-borse-mediaset-letta-bis.htm

 

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