"Preoccupazione per l'Italia": l'Europa tra la paura e la voglia di intervenire

E-mail Stampa PDF

"Non è accettabile che l'intera politica di un Paese sia usata negli interessi di una sola persona". Parole che gli italiani hanno già sentito spesso ma che, questa volta , arrivano da fuori i confini nazionali, direttamente dall'Europa. Dietro quella frase non c'è un politicante europeo qualsiasi, la dichiarazione - infatti - è del presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.

  

Mr. Schulz è già noto al pubblico italiano. Un botta e risposta ormai celebre, avvenuto nel Parlamento europeo, che si concluse con la non commentabile 'battuta' di Mr. Berlusconi ("Signor Schulz, so che in Italia c'è un produttore che sta montando un film sui campi di concentramento nazisti, la suggerirò per il ruolo di Kapo"), sancì forse l'inizio del 'non idilliaco' rapporto tra i due. Oggi, invece, le malefatte di Mr. B. rischiano di trascinare a fondo l'intera Italia (e non solo la sua reputazione) e l'Europa non nasconde tutta la sua preoccupazione.

"Guardiamo con preoccupazione all'Italia e speriamo che il Paese mercoledì decida, con i parlamentari delle due camere, di stabilizzare l'Italia e, attraverso l'Italia, stabilizzare l'Europa". Ironia della sorte il Bel Paese rischia, quindi, di palesare tutto il suo peso nell'Unione nel momento di maggior difficoltà; corre il pericolo di sottolineare la sua importanza nell'Eurozona nel peggiore dei modi. 

In Europa si vive un clima di tensione, in molti guardano con apprensione alle sorti dell'Italia. Lo stesso commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn è stato chiaro in proposito: "Non voglio intromettermi nella politica italiana ma allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che molto è in gioco ora per tutta la Ue: la ripresa iniziata è fragile e soffrirebbe della continua instabilità politica con rischi non solo per l'Italia ma per tutta la zona euro". "L'Italia è la terza economia della zona euro e l'impatto di ciò che accade nel Paese non si ferma ai confini ma si sente in tutta la Ue".

Forzando leggermente il senso delle parole, leggendo tra le righe, salta fuori un lecito sospetto: l'Italia è stretta tra due fuochi. Da un lato la perenne minaccia di Mr. B. e della sua banda che troppo spesso si trova nella posizione di tenere in ostaggio l'Italia (ed il suo futuro). Dall'altra parte, ora, appare più chiaro come un'Italia 'allo sbando' non sarebbe un'ipotesi percorribile: non solo sarebbe fatale per l'economia tricolore ma risulterebbe dannoso per l'Unione tutta e questo, plausibilmente, non le sarebbe concesso. La venuta di un'epoca post-Berlusconi, insomma, è ormai assolutamente necessaria: servirà tanto da supporto agli italiani come stimolo per tornare a crescere, quanto all'Europa come paletto per non "intrometter[si] nella politica italiana".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56840/20131002/italia-europa-rehn-schulz-parlamento-europeo-berlusconi-crisi-ripresa-eurozona.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili