Grecia e Fmi fanno gli innamorati mentre il Paese muore

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E' scattato un sorprendente colpo di fulmine tra la Grecia ed il Fondo monetario internazionale. Se non si tratta di amore, poco ci manca.

  

Quello che emerge dall'ultimo incontro tra il presidente del Fmi Christine Lagarde ed il premier greco Antonis Samaras è un clima disteso e di reciproca fiducia distante anni luce dalle tensioni economiche che hanno riguardato Atene nel recente passato (e che la riguardano tutt'ora). Il totale accordo tra le parti e la condivisione della stessa identica chiave di lettura per il futuro ed il passato del Paese spiazza tutti quanti. L'incontro tra il premier e la Lagarde è stato definito come "produttivo" ed avrebbe spianato la strada per le prossime decisioni, da prendere 'in comune', circa il futuro del Paese. 

"Il Fondo monetario internazionale - spiega Christine Lagarde -  continuerà a sostenere gli sforzi della Grecia". Il riferimento, ovviamente, va dritto verso quel programma di 'risanamento' che Atene deve ancora completare: tutti i sacrifici imposti al popolo greco fino a questo momento non sono ancora sufficienti, la 'fedele' Grecia deve ancora finire i compiti assegnati dal Fondo. Nel proverbiale trattamento 'bastone e carota', la Lagarde non nasconde 'quanto di buono fatto dalla Grecia': "i progressi compiuti con l'azione di risanamento per raggiungere la sostenibilità fiscale, il ripristinare la competitività e la stabilità finanziaria" sono materia di elogi per Atene. Ma ancora: "[Con Samaras] ho evidenziato l'importanza di andare avanti sulle riforme istituzionali e strutturali ed adottare un bilancio forte per il 2014 in modo da raggiungere gli obiettivi del programma". Una felice coppietta nel pieno della loro luna di miele, insomma.

Peccato che tornando ad Atene il clima sia ben altro. Il ministero della Pubblica istruzione che mette in mobilità (anticamera del licenziamento) 1349 dipendenti amministrativi di otto atenei ne è solo l'ultimo esempio temporale (altri 12mila dipendenti pubblici erano stati messi in mobilità entro la fine di settembre). La disoccupazione, poi, non fornisce di certo dati rosei: l'Eurostat ha registrato (giugno 2013) come il 61,5% dei ragazzi greci sotto i 25 anni sia senza lavoro mentre la disoccupazione complessiva tocca il 27,9%. L'Eurozona, tanto per rendere l'idea, registra una disoccupazione U25 al 23,7% ed una complessiva al 12%: un abisso separa l'attuale situazione economica di Atene dal resto d'Europa. "Questa politica di licenziamenti, disoccupazione, povertà e depravazione non può più continuare": così si era espresso Odysseus Drivalas, presidente del sindacato Adedy.

E' così che quando si torna ad ascoltare le parole dell'incontro Samaras-Lagarde, il contrasto appare più che evidente: tutta quella serie di riforme 'lacrime e sangue' che la Grecia ha affrontato - sotto la guida del Fmi - "erano giuste e avrebbero dovuto esser adottate ben prima" recita un quanto mai 'convinto' Samaras (già caduto nell'oblio, dunque, quel documento 'strettamente confidenziale', letto dal Wsj, in cui il Fondo ammetteva il danno inflitto con misure eccessivamente volte all'austerity). "Secondo il Fmi abbiamo già recuperato il 75% del nostro gap (...) [ma] il Paese partiva da un punto bassissimo, tanti cambiamenti strutturali sono già intervenuti ma ne restano ancora moltissimi da affrontare".

I cittadini greci 'devono' gioire perché "la contrazione economica di quest'anno sarà più contenuta di quella prevista dalla Commissione Ue e dal Fmi". Poco importa se la realtà dei fatti mostra ancora una profonda disperazione, se i nuovi plausibili aiuti da 11 miliardi di euro (2014-2015) innescheranno nuovamente il 'perverso gioco' con il Fondo: l'importante, secondo il premier, è che l'incontro è stato "utile e positivo". Tra Samaras e Fmi, in fondo, è scoppiato l'amore. 

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56850/20131002/grecia-fmi-samaras-lagarde-economia-atene-riforme-disoccupazione-mobilita-riforme-aiuti.htm

 

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