Moody's, Italia in bilico: il "miglior risultato possibile" ottenuto non è ancora sufficiente

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E' un bicchiere mezzo vuoto quello che vede Moody's osservando l'Italia. Il marasma politico innescato da Mr. B., infatti, pur non avendo portato alla sfiducia del governo Letta ha palesato alcune debolezze dell'esecutivo che non sono piaciute all'importante agenzia di rating. Non c'è 'materia' per uscire ottimisti da questa vicenda - sembra voler dire l'agenzia.

  

Bisogna esser chiari, l'esito ottenuto dal governo è positivo, anzi, a dirla con le parole di Moody's: è "il miglior risultato possibile". Eppure, nonostante il principale risultato ottenuto da Berlusconi con questa manfrina sia una gogna auto-inflitta, resta in bocca un sapore amaro. E' la consapevolezza dell'esser ancora così fortemente in balia del 'volere' di pochi (uno). Tutto il teatrino ha sottolineato, tra i vari aspetti, anche la fragilità di questo governo. Ovviamente questo non è sfuggito all'attenta agenzia di rating che evidenzia come questa 'cronica fragilità' possa essere il maggior freno all'attuazione di tutte quelle riforme, tanto di bilancio quanto strutturali, delle quali il Paese ha ora profondamente bisogno.

"Le dimissioni lo scorso sabato di cinque ministri del Pdl dalla coalizione del governo hanno innescato la crisi politica. I ministri si sono dimessi dopo il mancato accordo su una misura essenziale per portare il deficit nel limite del 3% previsto dall'Unione Europea (...) [Berlusconi] ha detto che le dimissioni [dei ministri] erano una reazione alla decisione di aumentare l'Iva al 22% dal 21% (...) L'Italia è uscita dalla procedura di infrazione del deficit questo anno, dopo aver ridotto il deficit al 3% del Pil nel 2012 dal 5,5% del Pil nel 2009". Il compendio sul recente passato politico italiano offerto da Moody's non è dei più dettagliati e fedeli ma lancia un preciso segnale: 'ci aspettiamo - questo il passaggio chiave del pensiero dell'agenzia - che l'Italia non centri l'obiettivo di portare il deficit nel limite europeo del 3% del Pil nel 2013'.

Non riesce ad intravedere, dunque, spiragli di un più roseo futuro l'agenzia di rating. La tempesta è passata, il mare si è 'calmato' ma la barca (o forse più una zattera) sulla quale viaggiamo non è di certo una sicurezza per il futuro. Moody's non è la prima volta (tantomeno sarà l'ultima) che arriva a giudicare l'Italia con 'fresche' ventate di pessimismo cosmico. Il bicchiere, insomma, resta per loro mezzo vuoto: la speranza intima in molti italiani è che si sbaglino, che - pur tra mille sofferenze e difficoltà - questa seconda versione dell'esecutivo riesca a dimostrare come lo stesso bicchiere possa, invece, considerarsi ora mezzo pieno.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56901/20131003/moody-s-fiducia-governo-letta-berlusconi-ministri-futuro-italia-bilancio-deficit-riforme-strutturali.htm

 

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