Verona contro Merrill Lynch: GdF sequestra €15 milioni ed il caso derivati si riaccende

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Il caso che lega il Comune di Verona, il colosso finanziario Merrill Lynch ed i contratti in essere sui derivati è decisamente in rapida espansione. L'ultima 'puntata' ha visto direttamente il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza andare a 'far visita', in quel di Milano, alla sede della banca americana.

  

"Il sequestro - spiega una fonte della Guardia di Finanza a Reuters - per equivalente di 15.109.000 euro è legato all'ipotesi di commissioni occulte nei contratti di sottoscrizione dei derivati".

Alla base della vicenda c'è un pacchetto di contratti sui derivati che il Comune aveva stipulato con Merrill Lynch per un controvalore di circa 256 milioni di euro. Un pattern ormai noto, una storia che si ripete, sempre più spesso, fatta di grandi Comuni che non resistono al fascino della finanza e si lanciano a capofitto in operazioni non sempre 'fruttuose' da un lato, e di colossi internazionali della finanza pronti al 'raggiro' dall'altro.

Il recente passato è pieno di esempi: era il 2009 quando la Procura di Milano sequestrò oltre 100 milioni di euro a Duetsche Bank, JPMorgan Chase, Ubs e Depfa; poi fu la volta della Bayersiche Hypo und Vereinsbank Ag con un fermo da 1 milione e duecentomila euro. Arriviamo al 2010 con i 200 milioni di euro congelati dai magistrati pugliesi sempre a Merrill Lynch nel contenzioso con la Regione Puglia per giungere, allora, direttamente a questi giorni e alla vicenda di Verona.

Il caso in questione, però, si arricchisce di nuovi 'spunti'. Il contenzioso tra il Comune scaligero e la banca d'affari comincia nel 2007: la disputa, che ha alla base i contratti derivati, riguarderebbe un presunto comportamento 'doloso' da parte della banca d'affari. L'accusa sarebbe quella di aver omesso l'indicazione di 'commissioni occulte' per oltre 15 milioni di euro. Precisamente la somma che i finanzieri hanno ora congelato, con un sequestro preventivo, nella sede milanese di Merrill Lynch. Un'inchiesta articolata, che ha già portato la Procura ad indagare sui alcuni vertici del management della banca: sotto la lente di ingrandimento, nello specifico, sono finiti Barry Ryan, direttore delle finanze, il dirigente Nicolas Lowmass e il vice presidente pro tempore del Public sector Strategic Solution Group Marco Massucco.

A fine agosto il Comune aveva disposto lo stop ai pagamenti delle rate con la banca d'affari: in virtù di un diritto di autotutela del Comune, è stato infatti richiesto l'annullamento del contratto in essere. Il sindaco Tosi sembra deciso a proseguire per la propria strada ma senza 'paraocchi' di alcun genere: "Siamo ancora in una fase iniziale ma il fatto che si sia arrivati al sequestro di questa somma significa che l'iniziativa del Comune nei confronti di Merrill Lynch non è ritenuta infondata e fa sperare che ci ossa essere una conclusione positiva".

Una soluzione che non sarà - necessariamente - figlia di un muro contro muro tra le parti. A rendere nota la posizione in materia del Comune, infatti, è lo stesso legale del Comune scaligero, Tommaso Iaquinta: "L'amministrazione resta aperta a trovare soluzioni transattive con la controparte, al fine di tutelare al meglio la posizione finanziaria del Comune, indipendentemente dagli sviluppi giudiziari futuri in sede penale".

Il fine ultimo del Comune, insomma, è facilmente intuibile: "Noi vogliamo - ribadisce Tosi - l'interesse della comunità ed è il recupero di queste somme". 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/56976/20131004/merryll-lynch-italia-verona-derivati-commissioni-occulte-guardia-di-finanza-procura-tosi.htm

 

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