Giorno decisivo per Alitalia: prende quota il piano Fs, Mancuso respinge Air France

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Il 'dossier Alitalia' si arricchisce ogni giorno che passa di nuovi rumors, di nuove 'plausibili soluzioni', di nuove 'vie di fuga'. La situazione è sotto gli occhi di tutti: dalla proposta di ristrutturazione avanzata da Air France (si parla di 4000 tagli e flotta dimezzata), al Cda di Alitalia dello scorso venerdì, c'è gran fermento tra le fila del vettore nostrano. Si è alla ricerca di un plausibile accordo con le banche per poter erigere i pilastri dell'Alitalia 'del futuro'. Oggi pomeriggio sarà la volta del grande incontro tra le parti: a Palazzo Chigi si ritroveranno gli esponenti di governo, della compagnia e delle banche per una tavola rotonda volta al vaglio di tutte le possibili opzioni percorribili.

  

Il volere dei soci Alitalia non è un mistero: preso atto che la proposta francese (all'insegna degli esuberi e del ridimensionamento dello scalo di Fiumicino) 'non è una soluzione', resta da identificare un piano di ristrutturazione che vada incontro alle esigenze finanziarie del gruppo ed eviti, al contempo, il tracollo della compagnia. Salvatore Mancuso, vicepresidente Alitalia, è stato chiaro a tal proposito: la soluzione va trovata con la collaborazione del governo e di un partner internazionale. "Per il governo - spiega Mancuso - sarebbe anche l'occasione di mantenere la sovranità su un'infrastruttura strategica (...) D'altro canto, non è forse vero che Air France è posseduta per il 15% dallo Stato francese? Dunque non mi sembra che si stia chiedendo la luna".

Cosa serve ad Alitalia? Per Mancuso il calcolo è presto fatto: c'è necessità di completare subito l'aumento di capitale da 250 milioni di euro e, poi, sarà indispensabile un prestito da 250-300 milioni di euro da parte delle banche. Così facendo, Alitalia "[avrà] tutte le carte in regola per seder[si] attorno al tavolo con il potenziale partner industriale [che, però] non può essere Air France". Ai vertici del vettore italiano, insomma, si pensa in grande ma - sempre - sulla base di una compartecipazione dello Stato. Il capitolo 'partner' poi, avrebbe già un identikit preciso e 'gradito' da Alitalia: una partnership con Etihad, secondo le alte sfere, "darebbe ad Alitalia qualche chance in più" e aprirebbe la porta a nuove rotte strategiche verso il sud est asiatico.

Dall'altra parte, anche il Governo starebbe vagliando tutte le strade possibili. L'ultima indiscrezione, con voci sempre più ricorrenti, vedrebbe un premier Letta fortemente intenzionato al coinvolgimento delle Ferrovie dello Stato nel futuro di Alitalia. Una collaborazione inedita, quella tra treno ed aereo, che sarebbe caldeggiata anche dal ministro dei Trasporti Lupi e quello dello Sviluppo economico Zanonato. Fs (con il suo patrimonio da 34 miliardi di euro ed un utile 2012, quinto consecutivo in nero, da 380 milioni di euro) sarebbe così stata scelta per affiancare Alitalia in una nuova sinergia industriale italiana. L'ottimo lavoro svolto da Moretti nelle Ferrovie dello Stato sarebbe il miglior biglietto da visita con il quale presentarsi ad Alitalia. Il piano è ambizioso: l'integrazione cercherebbe di sfruttare ancor di più le economie di scala e permetterebbe, secondo i fautori del piano, un miglior sfruttamento di tutte le infrastrutture esistenti.

Le idee, insomma, sono molte ma lo 'spauracchio' del recente passato (costato quasi cinque miliardi ai contribuenti italiani) è vigile e pronto a fare 'nuova visita' all'ennesima rinascita dell'Alitalia. Le forze in gioco sono molte ma la disastrosa gestione lascia un'eredità difficile da gestire. Un debito da 945 milioni di euro, una liquidità ormai all'osso e risultati finanziari funerei (risultato netto primo semestre 2013 a -294 milioni di euro): questo è il presente di Alitalia. Un presente che non lascia spazio a nessuna fantasia fatta di 'future riprese' e happy-ending. L'alterco con Air France ha radici profonde: le rigide misure imposte dai francesi in questi giorni non possono non aver scordato quei fatti. L'Italia ha deciso, nuovamente, di 'farcela da sola': la speranza, questa volta, è che ci riesca veramente.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57110/20131007/alitalia-air-france-klm-governo-letta-mancuso-ferrovie-dello-stato-moretti-lupi-zanonato-etihad.htm

 

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