La Banca Mondiale taglia le stime di crescita dell'Asia orientale. Ripercussioni sulla Borsa di Tokyo (-1,22%)

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Nella relazione economica semestrale, la Banca Mondiale ha tagliato le previsioni sulla crescita dell'economia della Cina e dei mercati emergenti dell'Asia orientale per il 2013. Secondo la relazione, l'Asia orientale si espanderà probabilmente del 7,1% nel 2013 e del 7,2% nel 2014, contro le previsioni di aprile rispettivamente del 7,8% e del 7,6%. Escludendo la Cina, per le quali sono state stimate previsioni di crescita del +7,5% nel 2013, al ribasso rispetto le previsioni di aprile del +8,3%, la regione avrebbe registrato un progresso del 5,2% nel 2013 e del 5,3% nel 2014.

  

I paesi costituenti la regione dell'Asia orientale Cina, Indonesia, Malesia, Filippine, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos, Mongolia, Myanmar, Timor-Leste, Figi, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone ed altre economie insulari del Pacifico.

Le previsioni di crescita riviste dalla Banca Mondiale fanno eco a quelle elaborate e diffuse la scorsa settimana dall'Asian Development Bank, che ha tagliato la stima per i paesi emergenti dell'Asia dal 6,6% al 6%.

La Banca Mondiale individua come possibili cause della riduzione della stima la debolezza dei prezzi delle materie prime, il rallentamento della domanda dei consumatori e gli sforzi della Cina nel ristrutturare la propria economia, passando da un'economia orientata alle esportazioni ad una che si focalizza sulla domanda interna. A questi fattori si aggiunge anche la situazione di stallo fiscale negli USA, a seguito anche dello shutdown, l'impatto delle misure di stimolo monetario attuate dalle economie avanzate e le agitazioni in Medio Oriente. Tuttavia, nonostante il rallentamento, la BM individua nell'Asia orientale il principale motore trainante della crescita globale.

Secondo Bert Hofman, capo economista della Banca Mondiale per l'Asia orientale, ha dichiarato, in merito alla questione che "La decisione della FED di ritardare il tapering ha stabilizzato per ora i mercati, dando così ai paesi una seconda opportunità di adottare misure per ridurre i rischi di una volatilità futuri". Hofman ha anche stimato che "se l'impasse dovesse prolungarsi, causerebbe certamente danni alle economie di questa regione". Pertanto la Banca esorta i responsabili politici asiatici ad attuare riforme strutturali urgenti per essere al meglio preparati ai "persistenti rischi al ribasso".

Intanto la Borsa di Tokyo reagisce (anche) alle dichiarazioni della Banca Mondiale registrando il quarto ribasso consecutivo, piombando così nuovamente, dopo un mese, ai minimi. Anche il perdurare dello shutdown statunitense si ripercuote sul mercato, tanto da far apprezzare lo yen nei confronti del dollaro sui mercati valutari, penalizzando così quei settori maggiormente esposti all'export. In chiusura, l'Indice di Nikkei ha perso l'1,22%, portandosi a quota 13.853,32 punti. Male anche il Topix relativo all'intero listino che ha ceduto l'1,40%, attestandosi a quota 1,147,58.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57112/20131007/previsioni-taglio-crescita-cina-asia.htm

 

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