Grecia fuori dalla recessione nel 2014. Sempre che la Troika voglia

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Tentativi di ottimismo in quel di Atene: il vice ministro delle Finanze della Grecia Christos Staikouras, nel presentare la legge di bilancio, ha annunciato che il governo prevede per il 2014 una timida crescita economica pari allo 0,6 per cento.

  

Il paese è in recessione da sei anni, considerando anche il 2013 che dovrebbe chiudersi con una contrazione del 4 per cento. Circa un terzo del prodotto interno lordo greco è stato distrutto dall'inizio della Grande Depressione, nel 2008.

Come anche per altri paesi (Italia compresa) la ripresina greca sarà guidata principalmente da quella altrui: sono infatti i settori a vocazione estera a segnalare i maggiori miglioramenti, a partire da esportazioni e soprattutto turismo. Dovrebbe invece proseguire invece la stanchezza del mercato interno, dove troviamo ancora una disoccupazione al 27 per cento, che fra i giovani arriva al 60. Il peggio, secondo gli osservatori, dovrebbe essere passato, tuttavia ci sono ancora diversi punti oscuri.

Innanzitutto il debito pubblico greco continua a non sembrare troppo sostenibile e i target imposti sinora non sembrano altro che wishful thinking. Il Fondo monetario internazionale ha già consigliato di procedere ad un nuovo taglio del debito a cui dovrebbero necessariamente partecipare gli ultimi detentori di bond greci, ovvero Banca centrale europea e Unione Europea (il Fondo ovviamente esclude sé stesso): la proposta comunque ha già ottenuto la netta opposizione della Germania.

C'è poi la questione di un presunto buco di bilancio dei conti della Grecia probabilmente di entità inferiore rispetto ai precedenti, ma che comunque richiederebbe l'esborso di un'altra decina di miliardi di euro, che si aggiungerebbero ai 230 già accordati nei due precedenti piani di salvataggio.

La Troika ovviamente farà pagare caro anche questo terzo bailout sotto forma di riforme, volgarmente note come austerità. E qui ci si scontra con ben due problemi.

Intanto secondo gli emissari della Troika le riforme non stanno andando avanti come previsto, i due tedeschi ed il danese incaricati di verificare se l'alunno greco sta facendo i suoi compiti hanno minacciato di lasciare Atene e di non tornare fin quando non verranno implementate le riforme che giudicano fondamentali: spiccano la privatizzazione delle imprese partecipate dallo Stato, la tassa sugli immobili, la riforma del sistema pensionistico e una nuova tranche di tagli al personale pubblico.

Un nuovo piano di salvataggio, inoltre, richiederebbe nuovi sforzi e sacrifici da parte del governo e del popolo greci, che però non sembrano volerne neppure sentire parlare: la retorica contraria all'austerità continua ad infiammare il dibattito politico in Grecia e ciò potrebbe mettere sotto pressione la già traballante maggioranza composta dal centrodestra e dai socialisti. Caduto il governo dopo le elezioni potrebbe arrivare un esecutivo senza alcuna intenzione di trattare nuove dosi di austerità e ciò che verrebbe dopo sarebbe un salto nel vuoto che nessuno vuole: si spera nemmeno la Troika.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57134/20131007/grecia-recessione-2014-troika-riforme-austerita.htm

 

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