Alitalia, richiesto intervento del Governo. Letta dichiara "La compagnia è vostra, mettete i soldi"

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Ancora clima di tensione in casa Alitalia, che sta dando filo da torcere ai ministri di Palazzo Chigi, in continue consultazioni con il Consiglio di Amministrazione di Fiumicino. Dopo la mancata fumata bianca di lunedì 7 ottobre per i troppi paletti imposti dall'Amministratore Delegato di Fs Mauro Moretti, i ministri Zanonato, Lupi e Saccomanni sono tornati a rivedersi nella mattinata di martedì per trovare una soluzione in grado di evitare la bancarotta e dunque il fallimento di Alitalia. Tuttavia, in un clima agitato, il Cda è stato sospeso per poter essere ripreso giovedì 10 ottobre.

  

 "Work in progress", così sintetizza Lupi l'incontro tenutosi ieri, precisando che al momento sulla vicenda "ci sono molte ipotesi e nessuna soluzione". Il Governo infatti sarebbe sì disposto ad aiutare la compagnia, ma solo nella ricerca di un socio pubblico che faciliti l'integrazione con la compagnia franco-olandese Air France-KLM. Perdono quota le ipotesi di Fs, piatte sono invece le ipotesi di Fintecna, esclusi infine, Cdp, Fondo infrastrutture e F2i.

Gli azionisti e le banche, dal canto loro, sarebbero pronti a partecipare all'aumento di capitale di almeno 100 milioni di euro, a fronte dei 500 milioni necessari a fronteggiare perdite per più di 1,1 miliardi di euro e debiti per circa un miliardo. La ricapitalizzazione dovrà essere varata dall'assemblea straordinaria, convocata per il prossimo 14 ottobre, ma chiedono tuttavia un segnale importante dal Governo. Un primo segnale, tutt'altro che incoraggiante, è arrivato nella serata di ieri dal Presidente del Consiglio, Enrico Letta, che ha dichiarato: "La compagnia è vostra, mettete i soldi".

La dichiarazione del Premier rispecchia una condizione parecchio complessa, che coinvolge i soci "patrioti", quella cordata di imprenditori che nel 2008 aveva versato 100 milioni di euro a testa (per un totale di 700 milioni di euro) per evitare il fallimento di Alitalia, cercando di privatizzarne i guadagni e socializzandone le perdite (ovvero i debiti e una cassa integrazione fuori dall'ordinario per molti dipendenti, per un costo a carico dello Stato di oltre 4 miliardi di euro). La richiesta di intervento dello Stato da parte dei soci, dunque, sembrerebbe avere un carattere prettamente speculativo: sostenere Alitalia quanto basta per spuntare un prezzo più elevato da AirFrance, che non vuole svenarsi per acquisire il vettore italiano.  

Ricordiamo poi che il quadro economico-politico italiano non è dei migliori, richiede enormi sacrifici, e la situazione di Alitalia è parecchio preoccupante, trovandosi la compagnia quasi sull'orlo di un definitivo baratro. Il Premier dovrebbe incentivare i soci a interessarsi ad una questione complicata come questa, che potrebbe privare il Paese dell'ennesimo marchio storico.

Oltre che dagli azionisti e dalle banche, l'impegno del Governo viene richiesto a gran voce anche dai sindacati. Per Luigi Angeletti, segretario generale della UIL, "l'intervento dello Stato non è auspicabile, ma allo stato dei fatti è necessario". Giovanni Luciano, segretario generale della FIT CISL, invita il governo a moltiplicare gli sforzi per "evitare il peggio".

Sulla questione Alitalia è anche intervenuto il Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, il quale lascia poco spazio ai fraintendimenti, affermando che "per avere una compagnia globale forse l'Italia è un Paese un po' piccolo".

Su tutto ciò incombe l'avvertimento dell'Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, in merito al rifornimento di carburante previsto solo fino a sabato 12 ottobre. "Se Alitalia non riscuote la fiducia degli azionisti, non possiamo tenerla in vita noi con il carburante".

Attendiamo il 10 ottobre per il prossimo Consiglio di Amministrazione.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57222/20131009/alitalia-intervento-governo-fallimento.htm

 

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