Alitalia alla resa dei conti, entra in scena Poste Italiane. Non si esclude l'ipotesi del commissariamento.

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Alitalia continua far parlare di sé. Proprio quando il tempo per il salvataggio è giunto ormai agli sgoccioli e lo spettro del fallimento è sempre più vicino, ecco che entra in scena Poste Italiane, nelle vesti di potenziale socio pubblico, che apporterebbe alla compagnia di bandiera capitali freschi, grazie alla liquidità di cassa di cui dispone. All'Amministratore Delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, sarebbe stato chiesto di dare un aiuto per il salvataggio della compagnia area, essendosi da sempre dimostrato un manager valido per aver rilanciato, diversificato e dato crescita al Gruppo postale italiano.

  

Oltre all'indiscutibile validità di Sarmi, l'entrata in scena del Gruppo Postale sarebbe anche dovuta all'esperienza che il Gruppo ha da diversi anni nel trasporto aereo, in cui è operativo con il vettore  Mistral Air, compagnia privata con sede a Roma, che svolge principalmente attività cargo e charter. Mistral Air, fondata dall'attore italiano Bud Spencer nel 1981 ed operativa dal 1984, è stata sotto il controllo della compagnia olandese  Tnt Nv, per la quale eseguiva operazioni di trasporto merci, fino al 2002, anno in cui l'azienda ha venduto il 75% delle azioni al Gruppo postale Italiano. Dal 2005 Poste Italiane è dunque azionista unico, detenendo il 100% delle quote e quindi del controllo. Mistral Air è un operatore piuttosto versatile, vista la possibilità di impiegarlo sia nelle attività di trasporto pacchi, corrispondenze e merci nelle ore notturne, e sia nel trasporto di passeggeri, in collaborazione con i tour operator, verso le destinazioni tipiche del medio raggio, come Mar Rosso, capitali europee, Grecia, Israele e Turchia.

Il coinvolgimento di un altro socio pubblico, dopo l'entrata in scena di Ferrovie dello Stato e Fintecna, oltre a dar vita ad un nuovo caso di "nazionalizzazione", faciliterebbe la partecipazione delle banche all'operazione di liquidità di 500 milioni di euro, che ridarebbe fiato alle casse della compagnia. Di questi 500 milioni, 300 milioni verrebbero versati sotto forma di aumento di capitale(inizialmente previsto di 150 milioni di euro), metà in capo alla parte pubblica e l'altra metà in capo ai soci, e 200 milioni sotto forma di credito da parte delle banche, un credito indispensabile per far ripartire l'azienda e sperare in una sua "rinascita". Proprio su questo fronte Alitalia ha chiesto l'intervento di Ernst&Young, che avrebbe avviato una "due diligence", un processo investigativo per analizzare il valore e le condizioni aziendali, compresi i rischi di un eventuale fallimento, per definire al meglio il fabbisogno di liquidità del Gruppo.

L'Amministratore Delegato della compagnia Gabriele Del Torchio, nell'incontro con i sindacati tenutosi nel pomeriggio di ieri 9 ottobre, nell'elencare le diverse possibilità di conclusione della vicenda, ha precisato che qualora, dalle verifiche che verranno eseguite dal numero uno dell'Enac, Vito Riggio, non sussistano le condizioni di continuità aziendale, scatterebbe in alternativa il ricorso al commissariamento, con l'applicazione della legge Marzano, una prospettiva che creerebbe molte preoccupazioni, in quanto Alitalia continuerebbe a volare solo se lo Stato Italiano desse garanzie sul rimborso dei nuovi debiti accesi proprio dal commissariamento.

Il tempo sembra ormai stringersi e a poche ore dal fallimento l'attenzione è tutta puntata sul Consiglio di Amministrazione di Alitalia, la cui convocazione è attesa per il pomeriggio di oggi giovedì, che dovrà trovare una soluzione che ponga definitivamente fine alla vicenda.

Speriamo di non veder ripetersi  lo stesso scenario di cinque anni fa. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57280/20131010/alitalia-fallimento-poste-italiane-commissariamento.htm

 

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