La Cina si avvicina all'Europa: accordo di currency swap fra BCE e PBoC

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La Banca centrale europea e la People's Bank of China, la banca centrale cinese, hanno deciso di stabilire un accordo di currency swap, ennesima mossa del governo di Pechino per spingere i mercati globali ad un uso più ampio della propria moneta, il renminbi.

  

L'accordo ha il valore di 350 miliardi di renminbi ovvero 45 miliardi di euro, risultando pertanto il più grande dopo quelli stabiliti con Hong Kong (che pur essendo parte della Repubblica Popolare utilizza una moneta diversa, ovvero il dollaro di Hong Kong) e la Corea del Sud.

La Cina ha già stretto molti accordi simili anche con altri Paesi, non solo in Asia (come Singapore, Indonesia e Malaysia), ma anche in Sud America (ad esempio Argentina e Brasile) ed in Europa Islanda e soprattutto Regno Unito.

Questo tipo di accordi servono a stabilizzare i rapporti di scambio tra la Cina ed i suoi partner commerciali ed era dunque inevitabile l'introduzione di tale accordo anche nell'area dell'euro. Nei mesi scorsi la Francia aveva cominciato a studiare questa opzione.

Grazie all'accordo nel caso in cui il mercato europeo si ritrovi a corto di valuta cinese Francoforte potrà rifornire renminbi alle istituzioni che ne avranno bisogno e che ovviamente risponderanno ad alcuni requisiti: l'esempio è un'azienda importatrice di prodotti cinesi che non riesce a trovare valuta locale per pagarle. Ovviamente l'accordo è reciproco, e la PBoC potrà rifornire il mercato di euro se fosse necessario.

Questa eventualità tuttavia è abbastanza improbabile e l'accordo, come spesso accade sui mercati finanziari, servirà a favorire la stabilità degli stessi e quindi dell'economia cosiddetta reale.

L'accordo segue di pochi mesi quello irlandese, giunto ad aprile, e quello inglese, datato giugno 2013: il volume di affari fra la Cina e l'Unione Europea, secondo la Commissione Europea, ammonta a un miliardo di euro al giorno, rendendo così la Cina il secondo più grande partner commerciale.

Al di là della possibilità di rifornire i mercati di valuta, la Cina otterrà un ulteriore sviluppo della propria moneta, che secondo Deutsche Bank quest'anno verrà utilizzata per circa il 15 per cento dei commerci con la Cina. Solo pochi anni fa la percentuale era praticamente nulla.

Il processo di diversificazione del paniere valutario cinese e di internazionalizzazione della moneta dovrebbe continuare nel prossimo futuro per rafforzare la crescita della leadership cinese nel mondo: la terza sessione plenaria del Comitato centrale del Partito comunista cinese, prevista in novembre, potrebbe discutere nuove riforme del mercato dei cambi, per proseguire la strada verso la completa liberalizzazione del renminbi.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57290/20131010/cina-europa-currency-swap-bce-pboc.htm

 

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