Shutdown USA, il calcio alla lattina dei repubblicani: "default rimandato a novembre". Ma le parti sono ancora lontane

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I repubblicani intendono dare un calcio a quella pericolosa lattina chiamata "debt ceiling", ovvero il tetto al debito pubblico statunitense che dovrebbe essere toccato fra sette giorni, provocando il default tecnico degli Stati Uniti e conseguenze non troppo felici per l'economia globale (gli esperti ritengono qualcosa fra il disastro e la catastrofe).

  

Secondo la proposta presentata dalla maggioranza repubblicana alla Camera dei Rappresentanti il tetto al debito dovrebbe essere innalzato fino al 22 novembre prossimo, ovvero sei settimane, in modo da offrire spazi di trattativa più lunghi per sciogliere gli altri nodi sul complicato tavolo politico di Washington.

Per quanto la proposta possa essere allettante, essa non va comunque incontro alle richieste dei democratici e in particolare del presidente Barack Obama, che ha posto come condizione per sedersi al tavolo dei negoziati sui tagli alla spesa e sul sistema sanitario non solo una soluzione definitiva al problema del tetto del debito (ovvero un'estensione fino a fine 2014,che dovrebbe essere proposta dal Senato, a maggioranza democratica), ma anche la fine dello shutdown del governo che va avanti ormai da dieci giorni, ponendo in congedo non pagato oltre 800mila impigati pubblici e costringendo altri milioni a lavorare senza stipendio, con conseguenze nefaste sull'economia.

La proposta non è in ogni caso risolutiva, poiché si limita a calciare la lattina più in là nel tempo: secondo gli stessi rappresentanti repubblicani, infatti, il piano proposto dallo speaker della Camera John Boehner permetterebbe al partito di respirare, in attesa di formulare una nuova proposta sul budget federale che permetta di rimettere in discussione la riforma sanitaria di Obama approvata dal Congresso nel 2010, giudicata costituzionale dalla Corte Suprema e in buona parte già in vigore. L'elettorato, infatti, non vede di buon occhio il "sequestro del governo" attuato dal GOP e se la catastrofe dovesse arrivare, sarebbero i repubblicani a rischiare di pagare il prezzo più alto.

Il presidente, dal canto suo, continua a non voler negoziare sotto ricatto, umiliazione evidentemente inaccettabile: la riforma sanitaria è per l'appunto una legge dello Stato e come tale è dovere del Congresso finanziarla, non utilizzarla come arma politica, bloccando il paese e costringendo centinaia di migliaia di americani alla disoccupazione (a tal riguardo le richieste di sussidi di disoccupazione sono esplose di 66 mila unità a quota 374 mila). Eventuali modifiche, al massimo, vanno discusse dopo che la farsa si è conclusa.

I mercanti cercano di credere a queste aperture e continuano al rialzo sulle speranze di risoluzione e disinnesco della bomba atomica, nonostante, nella realtà dei fatti, le parti continuino ad essere piuttosto lontane.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57319/20131010/shutdown-usa-default-novembre-tetto-debito.htm

 

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