Grecia, completata privatizzazione OPAP. La svendita continua, ma non basta: il buco si allarga ancora

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È stata finalmente perfezionata la più grande privatizzazione greca: la vendita del monopolista delle scommesse e delle lotterie OPAP è stata completata. Per quanto però si possa essere ottimisti l'obiettivo delle privatizzazioni rimane lontanissimo, come pure molti altri obiettivi di politica economica a cominciare dal debito pubblico.

  

La vendita al fondo ceco-greco Emma Delta del 33 per cento di OPAP, che detiene il monopolio delle scommesse sportive fino al 2020 e delle lotterie fino al 2030, è avvenuta al prezzo di 622 milioni di euro più 30 milioni da versare in 10 tranche annuali. OPAP è una delle maggiori società del settore in Europa con un fatturato di 1,3 miliardi di euro

Le privatizzazioni sono un punto fondamentale e delicato del piano di salvataggio concesso dalla Troika alla Grecia: Atene deve recuperare 24 miliardi dalla vendita delle proprie controllate entro il 2020. Per il 2013 il target è di 1,6 miliardi di euro.

L'obiettivo secondo gli analisti non verrà però raggiunto: il mercato continua ad essere depresso e per questo non si riescono a trovare molti investitori entusiasti. A pesare è anche la burocrazia, come dimostrano appunto le lunghe trattative su OPAP, che si erano chiuse già nel maggio scorso, ma con strascichi su dispute contrattuali durate fino ad oggi.

Per ora il bottino proveniente dalle vendite è stato di 950 milioni di euro, mentre altri 270 dovrebbero arrivare dalla vendita dell operatore Defta Gas e dalle licenze delle videolotterie. All'appello insomma mancherebbero circa 400 milioni di euro: il governo spera di trovarli da altre piccole privatizzazioni e dalla vendita di immobili e terreni.

Nonostante tutto però difficilmente la Grecia riuscirà a rimettersi in piedi come previsto dai piani di salvataggio, poiché fra il 2014 e il 2015 potrebbero mancare 11 miliardi di euro, nonostante un altro round di tagli agli impiegati pubblici e alla spesa, e pertanto potrebbe essere necessario un terzo bailout. Il Fondo monetario internazionale ha inoltre affermato che sarà necessario un taglio del debito pubblico affinchè la Grecia possa abbattere il rapporto con il PIL al 120 per cento entro il 2020 come previsto. Il problema è che su 320 miliardi di debito 230 miliardi (ovvero quasi il 72 per cento) è rappresentato proprio dei piani di salvataggio e per questo il taglio del debito pubblico andrebbe a colpire la Banca centrale europea, l'Unione Europea e i Paesi che la compongono e che hanno versato aiuti al governo ellenico.

Il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, ha però escluso una tale eventualità, offrendo soltanto un allungamento delle scadenze ed una rimodulazione degli interessi, e che comunque rappresenterebbe il secondo default sovrano in due anni dopo il precedente che aveva colpito i privati detentori di debito greco.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57386/20131011/grecia-privatizzazione-opap-buco-bilancio.htm

 

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