"L'Europa non è più il pericolo numero uno per l'economia", dicono Schaeble e Weidmann

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L'Europa non è più il pericolo numero uno per la ripresa globale: ne sono convinti il presidente della Bundesbank Jens Weidmann e il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, aggiungendo che il rischio si sta spostando dall'Europa verso le economie emergenti.

  

Parlando ai reporter nel corso del summit annuale del Fondo monetario internazionale della Banca Mondiale, il presidente della BuBa ha rimarcato che l'Eurozona è finalmente uscita dalla recessione e non è più al centro degli sforzi per risolvere la crisi economica. «Non siamo più la preoccupazione principale per l'economia mondiale almeno non nel breve periodo - ha chiosato il ministro Schäuble - i rischi si stanno spostando nei paesi emergenti, dove la crescita è rallentata».

Il Fondo monetario internazionale sembra sottoscrivere questa visione, se si considera che, oltre al taglio delle stime di crescita globale sia per l'anno in corso che per il prossimo, le economie in via di sviluppo cresceranno del 4,5 per cento nel 2013 invece del 5 per cento previsto a luglio. I timori, benché abbiano evidentemente origine in mai risolti squilibri interni a tali economie, rischiano di diventare cruda realtà con l'avvio della tapering, ovvero il programma di riduzione degli acquisti di titoli da parte della Federal Reserve statunitense che ha inondato di liquidità i mercati, specialmente quelli emergenti.

L'incontro ha però rilevato che l'Europa deve ancora affrontare importanti questioni a livello istituzionale, in particolare a proposito dell'Unione bancaria, che trova proprio nella Germania uno dei più fieri oppositori, almeno nella formulazione attuale: la proposta in esame non avrebbe basi legali solide e non permetterebbe un valido controllo dei budget a livello nazionale. Un possibile luogo di chiarimenti dovrebbe essere il Meeting dei ministri delle Finanze dell'Unione Europea che avrà luogo la prossima settimana nel Lussemburgo.

Come ha ricordato anche il ministro delle Finanze tedesco i problemi dell'Europa sono meno pericolosi nel breve periodo, anche (forse soprattutto) grazie all'intervento anestetico della Banca centrale europea con le OMT, che tra l'altro sono sub judice in Germania. I problemi nasceranno nel medio e lungo termine, quando esploderanno le conseguenze della austerità voluta proprio dalla Germania, che ha portato a livelli «inaccettabilmente alti», come rimarcato anche dal Fondo monetario internazionale, la disoccupazione, specie di lungo periodo, provocando il deperimento del capitale umano in molti paesi europei, zavorrando così la crescita di lungo termine e spostando semplicemente il pericolo Europa più in là nel tempo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57455/20131013/europa-pericolo-economia-schaueble-weidmann.htm

 

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