Alitalia-Air France: è il giorno della verità, per i francesi scelta decisiva

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Dopo l'infinita 'caccia al tesoro' delle parti per trovare un nuovo socio che appoggiasse la (ennesima) rinascita di Alitalia - poi conclusa con l'arrivo di Poste italiane - il caso del vettore italiano è ancora lungi dal poter essere definito come 'chiuso'. Si è cercato un partner, sono andate a buon fine le contrattazioni con le banche (si parla di €200 milioni totali di cui almeno 80 immediati come prestito ponte) ed è stata approvata, all'unanimità dal Consiglio di amministrazione, la manovra totale da 500 milioni di euro (con €300 milioni di ricapitalizzazione). Questa è l'estrema sintesi di quanto fatto sino ad ora, il tutto - ovviamente - sotto la perenne 'minaccia' del piano B di Air France-Klm che prometteva ridimensionamenti e tagli in grande stile.

  

Oggi, però, sarà una - nuovamente - giornata decisiva per Alitalia: sono previste, infatti, le riunioni del Consiglio alle 14:00 e dell'Assemblea alle 17:00. E' proprio riguardo l'Assemblea dei soci che torna 'calda' la pista Air France: la compagnia francese, che ricordiamo detiene ora il 25% delle quote in Alitalia, farà sapere ufficialmente se - pur avendo approvato la manovra da €500 milioni - intende sottoscrivere la quota di propria competenza nell'ambito dell'aumento di capitale.

Ai francesi, dunque, si prospetta un importante bivio nella storia della 'partnership' con Alitalia. Nell'ipotesi in cui Air-France decidesse di sottoscrivere la propria quota, l'effetto principale per i francesi sarebbe 'uno' e anche ben quantificabile: dopo il prestito ponte da €38 milioni dello scorso febbraio, infatti, sarebbe ora necessario un nuovo esborso da 75 milioni di euro. Un ulteriore sforzo che potrebbe risultare eccessivo ai francesi, specie se inquadrato nell'ottica delle ristrutturazione/ridimensionamento/smantellamento proposto da Parigi. Eppure anche questa scelta sarebbe conciliabile con il 'progetto' di Air France: la sottoscrizione delle proprie quote oggi sarebbe, a conti fatti, solo il primo passo verso quell'acquisizione finale del 50% di Alitalia. Un riassetto azionario auspicato che si sposerebbe perfettamente con la volontà di Parigi di ristrutturare alla base (con tagli dei costi, dei voli e del personale) il vettore italiano.

Non dobbiamo dimenticare, però, che anche il mantenimento dello status quo tornerebbe utile ad Air France. L'asso nella manica, in questo caso, si nasconderebbe tra le righe dei 'patti parasociali': per tutte le scelte di natura 'strategica', infatti, è necessaria una maggioranza dell'80% in Alitalia. Questo significa, a conti fatti, che i francesi potrebbero mantenere - forti della rinnovata quota del 25% a seguito della partecipazione all'aumento di capitale - un importantissimo diritto di veto da poter sfruttare come 'jolly' al momento più opportuno.

L'altra via percorribile, invece, vedrebbe Air France defilarsi dall'aumento di capitale approvato, accettando al contempo la diluizione delle proprie quote. Uno scenario poco plausibile visto che, in un sol colpo, andrebbe perso quel prezioso diritto di veto e si ritroverebbe 'estromessa' (in buona misura) dal tavolo dei soci forti sulle decisioni per il futuro. Caveat: l'operazione studiata per l'aumento del capitale Alitalia andrà in porto anche senza l'aiuto del gruppo franco-olandese. Il programma, insomma, riuscirà con o senza l'aiuto di Air France-Klm. Resta sempre viva, tuttavia, la speranza che tutti i soci partecipino all'aumento di capitale indetto.

E' una giornata importante, dunque, tanto per Alitalia quanto per Air France. La macchina è stata messa in moto, impossibile fermarla ora. Il bivio che si prospetta a Parigi sarà il punto di svolta per tutti: Air France-Klm ha ora un'occasione da 'prendere al volo'. A lei la scelta.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57459/20131014/alitalia-air-france-assemblea-cda-aumento-capitale-quota-diritto-veto-ristrutturazione-piano-tagli.htm

 

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