British Airways: “L'Ue intervenga per sospendere gli aiuti di Stato ad Alitalia”

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Secondo la British Airways il piano di salvataggio di Alitalia è un palese aiuto di Stato e, pertanto, Bruxelles deve intervenire. "Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questoaiuto manifestamente illegale" ha commentato all'Ansa la Iag, la holding che controlla, oltre alla British Airways, anche Iberia e Vueling.

  

Una brutta doccia fredda per la compagnia italiana, che arriva proprio nel giorno in cui si riuniscono il nuovo consiglio di amministrazione e l'assemblea della compagnia per approvare la ricapitalizzazione della società, la manovra finanziaria da 500 milioni di euro che stanzia 300 milioni a titolo di aumento di capitale e 200 milioni di nuove linee di credito da parte delle banche.

È ormai certo che Poste Italiane parteciperà alla ricapitalizzazione con 75 milioni di euro, quota che le varrà il 10-15 per cento di quota azionaria. Rimane invece incerto l'intervento di Air France-Klm per salvare Alitalia. Secondo Les Echos, il principale giornale economico francese, dopo l'entrata di Poste Italiane, il gruppo franco-olandese esigerebbe una ristrutturazione del debito, sfruttando il termine di un mese, previsto dagli accordi, per aderire al piano o diluire la propria quota all'11 per cento. In sostanza, secondo Air France-Klm, la ristrutturazione del debito, che è pari a oltre un miliardo di euro, sarebbe un requisito imprescindibile per dire sì al progetto.

Nel frattempo, sulle scelte di Alitalia continuano a piovere critiche. Secondo gli analisti di Credit Suisse "il semplice taglio delle rotte in perdita non è una via certa per raggiungere il profitto, visti gli indici di riempimento di Easyjet e Ryanair. La combinazione tra l'incoraggiamento del governo Italiano a Poste Italiane ad entrare nel capitale di Alitalia e la concessione a Emirates per iniziare a servire da Malpensa l'aeroporto Jfk di New York questo mese suggeriscono che la priorità politica sia il mantenimento di posti di lavoro piuttosto che il profitto della compagnia, evidenziando il fatto che un investimento di Air France in Alitalia debba essere effettuato per forza alle condizioni di Air France".

Anche il Wall Street Journal non ha risparmiato critiche sul comportamento non solo di Alitalia, ma di tutta la politica industriale italiana, definita un "fallimento", in quanto le aziende del Belpaese sono "già svantaggiate da un enorme peso fiscale, complicatissime leggi sul lavoro, alti costi energetici e ingerenze politiche". Per questi motivi, la base industriale del Paese si sta "erodendo" persino nei settori storici dell'impresa italiana, come quelli siderurgico e automobilistico. Il caso Alitalia non è altro che "l'esempio più eclatante". Secondo il quotidiano, la causa dei conti disastrosi della compagnia di bandiera derivano da una serie di politiche sbagliate messe in atto dai vari governi che per anni hanno tenuto "a distanza" possibili concorrenti. Poi, alla fine degli anni 90, è arrivata la deregulation, e Alitalia non ha retto.

Stessa questione secondo il Financial Times, che, nell'editoriale di questa mattina, intitolato "Il protezionismo è tornato di moda a Roma", ribadisce che il governo ha scelto di ripetere lo stesso errore del 2008, trovando una soluzione che lasci Alitalia in mani italiane. Una decisione che "getta un'ombra" sulle reali intenzioni di Letta di voler attrarre investimenti dall'estero.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57498/20131014/alitalia-british-airways-credit-suisse-air-france-klm-emirates-poste-italiane-letta-governo-roma-ita.htm

 

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