Alitalia: ufficiale l'ok dei soci ma il Cda è pronto a dimettersi

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L'assemblea dei soci Alitalia, in quel di Fiumicino, è durata praticamente tutta la notte. Il risultato, comunque, è stato quello tanto atteso: gli azionisti hanno fatto scattare all'unanimità il semaforo verde per il tanto agognato aumento di capitale da 300 milioni già deliberato, lo scorso 11 ottobre, dal Consiglio di Amministrazione.

  

L'aumento, dunque, verrà offerto completamente in opzione agli attuali soci sulla base delle quote già possedute. Poste italiane, che fungendo da 'cavaliere bianco' hanno letteralmente sbloccato lo stallo in cui si trovava Alitalia, entrerà nel capitale con 75 milioni di euro "dell'aumento di capitale rimasti eventualmente inoptati". L'Ad di Poste, Massimo Sarmi, sarebbe già atteso a Parigi nella giornata di oggi: l'intenzione, secondo i rumors, sarebbe quella di parlare direttamente con le alte sfere di Air France circa la plausibile entrata tra le fila di Alitalia.

La nota del vettore italiano, poi, specifica come i soci avranno ora 30 giorni di tempo, a partire da domani, per sottoscrivere le nuove azioni. C'è poi il capitolo inoptato: per tutti quei soci che "avranno sottoscritto tutte le azioni di loro spettanza", infatti, è prevista una ulteriore deroga "che verrà stabilit[a] da un apposito Consiglio di amministrazione" per sottoscrivere tutte le eventuali azioni rimaste inoptate. Proprio su questo capitolo, c'è da dirlo, le due banche in gioco - Intesa Sanpaolo e Unicredit -  hanno offerto una garanzia massima sull'invenduto da circa 100 milioni di euro (un terzo, dunque, dell'intero ammontare).

Attenzione, però, perché in previsione di un probabile mutamento degli assetti proprietari - recita la nota - i consiglieri del vettore italiano hanno espresso la ferrea intenzione di rassegnare irrevocabili dimissioni dalla carica con data coincidente con la prima assemblea del 'post' aumento di capitale.

Per un plausibile sì con Poste italiane, poi, arriva un deciso 'no' da parte di Lufthansa: "In questo momento Lufthansa è fortemente impegnata in sfide interne - spiega Martin Riecken, portavoce europeo della compagnia - soprattutto con il nostro programma che mira a garantire una maggiore efficienza. Pertanto non abbiamo alcun interesse a guardare ad altre compagnie aeree, inclusa Alitalia". Sfuma, almeno per ora, quel mai sopito desiderio di Epifani che aveva ricordato come "Nel 2008 pensavo che la soluzione migliore per Alitalia fosse Lufthansa e lo penso ancora".

Chiudiamo con la pioggia di critiche che è piovuta in questi giorni dall'estero sul caso Alitalia. Dopo l'attacco frontale di British Airways, "L'Ue intervenga per sospendere gli aiuti di Stato ad Alitalia", è stata la volta del Ft e del Wsj. Il Financial sottolinea che "Il protezionismo industriale è tornato di moda a Roma" e come questo si muova nella direzione esattamente opposta a quello di cui avrebbe veramente bisogno l'Italia: investimenti diretti esteri per uscire dalla spirale recessiva in cui si trova da ormai troppo tempo. Sempre sullo stesso tono, poi, si è espresso il Wsj che vede il caso Alitalia come "l'esempio più eclatante" del "fallimento della politica industriale" italiana. L'estero vede il Bel Paese come distrutto dalla recessione economica, oppresso da un "enorme peso fiscale, complicatissime leggi sul lavoro, alti costi energetici e ingerenze politiche". Un disastro, insomma. E - a sentire gli altri - il caso Alitalia è il perfetto sunto di quanto male stia la nostra povera Italia.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57508/20131015/alitalia-assemblea-soci-cda-dimissioni-aumento-capitale-air-france-poste-fiumicino.htm

 

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