Shutdown USA, il Senato cerca l'intesa, il Tea Party cerca di sabotarla

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I parlamentari repubblicani alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti non ci stanno a rimanere muti mentre i senatori repubblicani e democratici si apprestano a dare gli ultimi ritocchi ad una intesa bipartisan che dovrebbe portare finalmente all'innalzamento del tetto al debito e alla riapertura del governo dopo quindici giorni di shutdown. E così la maggioranza alla Camera Bassa aveva presentato una propria proposta volta a mettere i bastoni tra le ruote di quella della Camera Alta. La controrisoluzione, tuttavia, non avrebbe trovato sufficiente supporto fra i rappresentanti, evidenziando la divisioni all'interno del GOP.

  

I membri del Grand Old Party della Camera bassa del Congresso avevano infatti intenzione di votare una propria controproposta entro la serata di martedì. Parimenti alla proposta del Senato la Camera si voleva approvare un budget che permetta al governo di operare fino al 15 gennaio, mentre il tetto al debito verrebbe alzato fino al 7 febbraio.

Il problema è che questa soluzione andava a toccare l'Affordable Care Act, ovvero la riforma sanitaria tanto odiata dagli estremisti repubblicani quanto difesa a spada tratta dai democratici e dal presidente Obama, sulla quale è stata soprannominata. Uno dei punti previsti da quest'ultima parte del disegno di legge volto ad impedire l'accordo al Senato offrendo una alternativa vagamente credibile, prevedeva la moratoria della tassa del 2,3 per cento sui dispositivi medici, che dovrebbe generare 30 miliardi di dollari in 10 anni necessari per coprire le spese della estensione della copertura sanitaria prevista dalla riforma sanitaria. Si tratta di un punto particolarmente controverso e su cui le discussioni vanno avanti da mesi.

Si tratta evidentemente dell'ennesimo tentativo degli estremisti repubblicani del Tea Party di portare a casa un qualche trofeo dopo che, secondo l'opinione di molti statunitensi sono stati la causa dello shutdown del governo, testardaggine che in ultima analisi ha messo con le spalle al muro il Partito Repubblicano offrendo così buon gioco al presidente Obama e ai democratici per creare una spaccatura all'interno della fazione avversaria.

Ovviamente stizzita la risposta della Casa Bianca, che rimarca che, mentre i senatori stanno lavorando ad una intesa bipartisan, la Camera continua ad imporre divisioni, sostanzialmente giocando con il fuoco. Mancano infatti solo un paio di giorni a quella che è stata definita da più parti una catastrofe su scala globale, ovvero il default tecnico degli Stati Uniti.

Entro quella data verrà ad esaurirsi la capacità degli Stati Uniti di prendere a prestito denaro dei mercati per pagare le proprie spese, poiché verrà toccato il cosiddetto tetto al debito, caratteristica unica tra i paesi democratici. L'unico altro Paese ad avere un tetto al debito è la Danimarca, che però alcuni anni fa, quando i debiti assommavano a circa 700 miliardi di corone decisero di raddoppiare il tetto da circa 1000 miliardi a 2000 miliardi di corone, in modo anche da evitare che si ripetesse a Copenhagen l'assurda situazione cui stiamo assistendo da Washington.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57552/20131015/shutdown-usa-tetto-debito-senato-intesa-tea-party.htm

 

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