Germania, i Verdi si ritirano: la Merkel dovrà allearsi con lo SPD, ma sarà dura trovare l'accordo

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La coalizione neroverde non si farà: dopo sei ore di discussioni con i rappresentanti dei conservatori guidati da Angela Merkel, i Verdi hanno concluso che non vi sono abbastanza punti in comune fra le due parti perché la discussione possa arrivare ad una conclusione positiva

  

Troppo distanti le posizioni tra i Verdi e l'Unione CDU/CSU su temi come energia, clima e imposizione fiscale, tanto da non consentire il proseguimento delle consultazioni. La decisione dei Verdi lascia ai conservatori una sola strada per formare una maggioranza in grado di sostenere il prossimo governo, ovvero la Große Koalition con i socialdemocratici della SPD.

Alle elezioni delLo scorso settembre, infatti, la destra ha stravinto, ma senza riuscire ad arrivare alla maggioranza assoluta dei seggi: considerato il tracollo dei tradizionali alleati, i liberali FDP, addirittura sull'orlo del fallimento, per formare un governo è necessaria l'alleanza con uno degli altri tre partiti che sono riusciti a superare la soglia di sbarramento e ad entrare al Bundestag. Escludendo Die Linke, la formazione di estrema sinistra troppo lontana dall'Unione, non rimanevano che i Verbi o i socialdemocratici. Con il ritiro dei Verdi, appunto, non resta che una sola strada.

I negoziati esplorativi dovrebbero iniziare giovedì, sostenuti anche dall'opinione pubblica tedesca nei sondaggi, che spera di rivedere la grande coalizione che ha governato fra il 2005 e il 2009.

I socialdemocratici, proprio ricordando l'esperienza precedente, non sembrano però voler piegarsi totalmente al cancelliere: la fame della Merkel nel corso della sua prima esperienza come cancelliere aveva fatto sì che gli elettori percepissero che le riforme del governo delle larghe intese erano in gran parte merito della destra, anche quando la paternità era a sinistra. In questo modo il cancelliere era riuscito a divorare il consenso del suo partner di governo, che nel 2009 toccò il suo punto più basso alle elezioni,, dal quale non è ancora riuscito granché a riprendersi.

I socialdemocratici devono spuntare un buon risultato anche per un'altra ragione: l'accordo con i conservatori verrà infatti sottoposto ad un referendum, che se non dovesse essere approvato dagli scritti porterebbe alla decapitazione del partito.

Si prevede che un'eventuale grande coalizione possa spingere per un incremento della spesa sugli investimenti in infrastrutture, istruzione e ricerca, campo su quale tutti partiti sembrano essere concordi. Uno dei punti fondamentali riguarda la copertura finanziaria di questi progetti: i socialdemocratici infatti desiderano un aumento delle tasse, ma si sono detti disposti a non insistere se la controparte conservatrice riuscirà a trovare modi differenti per trovare i soldi.

Altro punto critico è il salario minimo, sul quale i socialdemocratici hanno impostato buona parte della propria campagna elettorale: i negoziatori della Spd hanno già fatto sapere che non accetteranno compromessi su un salario minimo di 8,5 euro l'ora su tutto il territorio nazionale. Non che la Merkel sia contraria a questa misura, tuttavia preferirebbe che vi si arrivi attraverso negoziazioni private, invece che con una imposizione dall'alto.

In generale la distanza fra due parti non è molta, ma vi sono ostacoli che, per quanto non insormontabili, potrebbero trascinare i negoziati ancora a lungo.

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57587/20131016/germania-verdi-merkel-spd-governo.htm

 

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