Crisi debito USA, l'accordo al Senato è vicino, ma è gelo alla Camera

E-mail Stampa PDF

Potrebbe essere vicina ad una soluzione la crisi del debito statunitense a poche ore dalla scadenza della deadline oltre la quale gli Stati Uniti finirebbero in default tecnico. L'annuncio dell'accordo dovrebbe arrivare nel pomeriggio europeo, mentre l'approvazione dovrebbe giungere in tempi relativamente brevi.

  

È possibile che i senatori repubblicani rinunceranno a manovre ostruzionistiche che potrebbero dilatare nel tempo i lavori, ma non va dimenticato che la stessa proposta dovrà essere approvata anche dalla Camera dei Rappresentanti, dove gli estremisti delle Tea Party sono più forti.

Un'altra possibilità è che per abbreviare i tempi sia la Camera bassa a votare per prima in modo da permettere un voto al Senato in serata, evitando così di infrangere la scadenza: il problema è che non è certo che la proposta dei rappresentanti aderirà a quella dei senatori, vanificando in caso contrario gli sforzi dell'ultima nottata di negoziati.

Mentre circolano queste voci e i mercati europei e americani accelerano al rialzo, dalla Camera bassa del Congresso arriva una mezza doccia fredda, poiché i leader della maggioranza non avrebbero ancora deciso se accettare l'accordo raggiunto al Senato oppure no.

La proposta dovrebbe contenere un finanziamento al governo fino al 15 gennaio 2014, mentre il tetto al debito dovrebbe essere alzato fino a febbraio. È presente anche la previsione che i negoziatori arrivino ad un accordo su un budget dettagliato che copra il prossimo decennio entro il 13 dicembre.

L'unica concessione sul lato della riforma sanitaria molto cara al presidente Obama è un lieve inasprimento della procedura di verifica del reddito per coloro i quali desiderano sottoscrivere un'assicurazione sanitaria sussidiata dallo Stato. Non è prevista invece la moratoria sulla tassa sui dispositivi medici, che pure è invisa ad entrambi i partiti: la scelta potrebbe essere stata dettata dal fatto che questa tassa dovrebbe garantire un gettito di 30 miliardi di dollari in dieci anni, e che quindi la copertura dell'ammanco andrà trovata con maggiore calma.

Nel caso in cui non ci siano tentativi di ostruzionismo al Senato il voto potrebbe arrivare mercoledì sera, altrimenti bisognerà attendere fino a venerdì e sperare di trovare i 60 voti necessari per bloccare il filibustering, in caso contrario sarà necessario arrivare fino a sabato per avere il voto definitivo. Terminato l'iter al Senato bisognerà verificare quali saranno le intenzioni della Camera dei Rappresentanti dove i repubblicani sono in maggioranza.

Peccato però che la data della catastrofe sia giovedì 17 ottobre, e, a meno di misure straordinarie da parte del Tesoro, la questione rischia di farsi spinosa, considerando anche che nella serata di martedì agenzia Fitch Ratings ha reso noto che è possibile un taglio del giudizio sul debito statunitense, che verrebbe scalato di almeno al secondo gradino come già fatto dalla agenzia Standard and Poor's alcuni anni fa in occasione di un'altra crisi del debito, con profondi effetti negativi sulla credibilità degli Stati Uniti.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57605/20131016/crisi-debito-usa-senato-accordo-shutdown-camera.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili