Il prelievo sui conti correnti ordinato dal FMI? È una BUFALA

E-mail Stampa PDF

Da un paio di giorni circola la notizia che il Fondo monetario internazionale avrebbe intenzione di imporre ai governi un prelievo forzoso sui conti correnti per riportare il debito pubblico ai livelli precedenti alla crisi. Si tratta dell'ennesima bufala, come di solito sono tutte le notizie esagerate.

  

Su queste pagine raramente siamo stati teneri con la Troika, di cui Fondo monetario internazionale fa parte, tuttavia ci siamo sempre sforzati di criticarla in modo obiettivo. E proprio per questo motivo dobbiamo evidenziare anche le bufale messa in giro dai soliti piccoli ignoranti, nonché pesanti populisti approfittatori.

La fonte della notizia è un documento del Fondo monetario internazionale, il Fiscal monitor che, a pagina 48, presenta un box in cui si affronta in pochissime parole la questione. Già il fatto che l'argomento molto delicato sia trattato con poche parole dovrebbe far sentire forte l'odore della frode. E infatti gran parte del testo (di meno di 250 parole) si limita a spiegare che cosa è la "capital levy", spiegando brevemente chi l'ha sostenuta, studiata e applicata nella Storia (tra l'altro con molti frizzi e lazzi, come si nota dall'errore storico nella citazione [parafrasata] di Keynes).

Quelle che ci interessano sono le ultime cinque righe, appena 44 parole, che dicono testualmente: «L'aliquota necessaria per riportare il debito pubblico ai livelli precrisi inoltre è piuttosto grande. Ridurre il rapporto del debito ai livelli di fine 2007 richiederebbe (considerando un campione di 15 Paesi dell'Area Euro) un'aliquota di circa il 10 per cento sulle famiglie con una ricchezza netta positiva». Questo è lo "studio" citato dai piccoli ignoranti, nonché pesanti populisti approfittatori: niente dati, niente metodologia, neppure il campione considerato è definito. Questa non è un'analisi o un "consiglio" del Fondo: è l'equivalente di una vignetta satirica infilata nelle pagine interne di un quotidiano, e neppure delle migliori.

Come si può notare lo "studio" (se così può essere definito - e non può) citato non consiglia, né ordina alcunché: si limita piuttosto ad analizzare per sommissimi capi quale dovrebbe essere l'aliquota da applicare se i Paesi europei decidessero di percorrere una tale strada, visto che un tale colpo di genio è stato proposto a più riprese passato, soprattutto negli ambienti tedeschi, sulla base di altre bufale già sbufalate su queste pagine, come il falso rapporto della Bundesbank che vorrebbe gli italiani più ricchi dei tedeschi.

Si tratta in ogni caso di una decisione che deve essere presa dai governi nazionali: il Fondo monetario internazionale non ha l'autorità di imporre nulla agli Stati. Può solo porre condizioni ai Paesi che richiedono il suo aiuto, come avvenuto con diversi paesi europei finiti negli anni scorsi sull'orlo del baratro. Lo stesso si deve dire per l'Unione Europea: come avvenuto sotto il governo Amato all'inizio degli anni Novanta, la decisione di imporre la patrimoniale straordinaria sui conti correnti può provenire solo dai governi.

Il Fondo monetario internazionale, al massimo, potrebbe imporre come condizione per l'erogazione dei prestiti l'imposizione di una simile imposta, ma l'eventualità appare estremamente improbabile, tranne che in casi straordinari. Nel caso di Cipro, in particolare, fu deciso che il salvataggio delle banche dell'isola, riempite fino all'inverosimile con capitali di dubbia provenienza, dovesse avvenire attraverso una imposta straordinaria sui capitali depositati nelle banche stesse, purché superiori ai 100 mila euro. Le banche colpite, alla fine, furono soltanto due, le più grosse e le più disastrate.

La straordinarietà del caso è resa ancor più brillante dal fatto che in quel di Nicosia non vi fosse altro capitolo su cui intervenire: l'unica cosa aggredibile dai creditori erano i conti correnti, contenenti tra l'altro capitali piuttosto opachi. I ciprioti, in massima parte, non sono stati toccati dal provvedimento.

Insomma un prelievo straordinario sui conti correnti potrebbe essere deciso solo in circostanze straordinarie e solo nel caso in cui non vi fosse alcuna alternativa "classica", come i tagli su pensioni, pubblico impiego, sanità e cose del genere. Ma non sembra essere il caso di molti, se non tutti, Paesi dell'Eurozona.

Questi sono i fatti. Tutto il resto è Piccola Ignoranza di Pesanti Populisti Approfittatori.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57615/20131016/prelievo-conti-correnti-fmi-bufala.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili