USA, lo shutdown è finito. Repubblicani sconfitti, ma la battaglia continuerà. Gli USA meritano ancora fiducia?

E-mail Stampa PDF

Alla fine i repubblicani hanno accettato la propria capitolazione: il Congresso ha approvato l'intesa bipartisan formulata al Senato fra i democratici e il Grand Old Party, che ricalca per gran parte le richieste della partito di Barack Obama. Il Senato ha approvato la proposta con 81 voti contro 18, quindi è stata la Camera ad approvare con 285 voti (87 repubblicani) contro 144. Obama ha firmato la legge mezz'ora dopo la mezzanotte (le 6,30 ora italiana).

  

L'incubo del default statunitense, almeno per qualche mese, non turberà più l'economia mondiale: l'accordo prevede infatti che il governo sia finanziato fino al 15 gennaio 2014, mentre il tetto al debito pubblico verrà innalzato fino al 7 febbraio. Vi sarà quindi più spazio per i negoziati sul budget relativo al prossimo decennio, che dovranno giungere a conclusione entro il 13 dicembre di quest'anno. La partita sarà comunque piuttosto complicata, se si considera che questa discussione si sta trascinando ormai da mesi.

I repubblicani, che avevano tentato di utilizzare prima l'arma dello shutdown, poi quella del tetto al debito per estorcere alla presidente Obama un rinvio o almeno delle modifiche della riforma sanitaria approvata nel 2010, si ritrovano praticamente senza alcuna concessione. Lo speaker della Camera dei Rappresentanti, il repubblicano John Boehner, ha ammesso la sconfitta, ma ha promesso che la battaglia continuerà.

Si conclude così uno scontro che non poteva essere vinto dai repubblicani, che risultano essere stati sconfitti su ogni piano a causa dell'estremismo del Tea Party di cui l'ala moderata è stata schiava fino a martedì, quando una controproposta volta a sabotare l'intesa del Senato non aveva trovato consensi.

I repubblicani hanno sbagliato tutto: invece di approfittare delle scadenze per ottenere tagli realistici al deficit pubblico, hanno preferito andare allo scontro su un simbolo, la riforma sanitaria, sulla quale Obama non avrebbe mai potuto fare alcun passo indietro poiché si tratta della maggiore di forma attuata sotto la sua presidenza e di cui è stato un fondamentale sponsor, tanto che essa è nota come Obamacare. I Tea Party, in altre parole, hanno preferito continuare la loro guerra personale contro Obama sempre e comunque invece di lavorare per il proprio Paese, trascinando a fondo tutto il partito.

I repubblicani ammettono ad ogni livello la sconfitta, ma con numerosi distinguo: l'ala più moderata riconosce che le ultime due settimane sono state piuttosto difficili per il partito, sceso ai minimi termini nei sondaggi, tanto che c'è il rischio di perdere il controllo della Camera nel novembre 2014, e spera che i colleghi della destra più lontana possano imparare che non è possibile il definanziamento di programmi obbligatori attraverso il ricatto ovvero con il blocco del governo federale.

Dal Tea Party, tuttavia, non sembra arrivare alcuna contrizione: per gli esponenti del movimento il problema è l'establishment di Washington, che non è in grado di ascoltare il popolo americano.

A partire da giovedì, dunque, tutto riprenderà a funzionare come fino a settembre: quando l'iter legislativo sarà concluso, al più giovedì mattina, i lavoratori posti in congedo senza paga torneranno al lavoro, gli altri torneranno a percepire gli stipendi e tutti i servizi federali "non essenziali" torneranno a funzionare.

Tutto come prima, ma qualcosa è cambiato: i 16 giorni di shutdown e l'arrivo di un accordo che evita il default solo all'ultimo secondo ha indubbiamente incrinato la fiducia, non solo degli statunitensi, ma del mondo intero, nella reale capacità della politica americana di risolvere i propri problemi. E se la prossima volta qualcosa andasse storto allo scoccare dell'ultimo secondo?

 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57621/20131017/usa-crisi-debito-accordo-repubblicani.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili


Articoli correlati

Purtroppo non ci sono articoli correlati