Agromafie, giro d'affari da 14 miliardi

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"La criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi". Un concetto già ascoltato più volte dall'inizio della crisi economica, per ribadire il concetto che la recessione fa felice le mafie, sempre alla ricerca di nuovi canali in cui investire il denaro sporco e riciclare i propri capitali, infettando l'economia (grazie anche a connivenze, interne a quello che dovrebbe essere il tessuto sano)

  

Non fa eccezione il settore agroalimentare. Nel Rapporto "Agromafie" sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Coldiretti/Eurispes, presentato al Forum dell'alimentazione di Cernobbio, si stima un giro d'affari da 14 miliardi di euro (una manovra finanziaria o legge Stabilità che dir si voglia), in aumento del 12% rispetto al 2011, quando fu presentato il primo rapporto sul fenomeno.

Su un totale di circa 12mila immobili confiscati alla criminalità organizzata, quasi un quarto (il 23%) sono rappresentati da terreni agricoli. Secondo stime della Coldiretti/Eurispes riportate dall'Ansa, sarebbero "5.000 i locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalità organizzata, nella maggioranza dei casi intestati a prestanome. Secondo la Direzione investigativa di Roma, il 15 per cento del fatturato realizzato dalle attività agricole appartiene all'illecito".

Circa il 6 per cento delle aziende confiscate opera nei settori 'Agricoltura, caccia e silvicoltura' e 'Pesca, piscicoltura e servizi connessi'. Il 10% nella ristorazione, il 28% nel commercio all'ingrosso a al dettaglio, compreso il settore agroalimentare. A farla da padrone, a livello regionale, è la Sicilia (45 le imprese confiscate), a seguire Calabria e Campania (rispettivamente 25 e 24). La stessa graduatoria viene fuori per quanto riguarda i terreni confiscati: in vetta ancora l'Isola (quasi 1500 terreni), più di Calabria e Campania messe assieme (502+430).

Perchè il settore è così 'ricercato' dalla criminalità organizzata? Due i motivi principali secondo il Rapporto: la filiera agroalimentare è considerata uno degli investimenti più sicuri al momento. Inoltre consente di centrare un secondo obiettivo, fondamentale per i clan: il controllo del territorio "dove lo Stato è meno presente", soprattutto nel Mezzogiorno. La vecchia, grande forza delle mafie. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57739/20131019/agromafie-rapporto-eurispes-coldiretti-miliardi-affari.htm

 

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