Legge Stabilità, iter in Parlamento: domani il testo al Senato

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Legge Stabilità, iter in Parlamento: domani il testo al Senato

Per il momento la legge di Stabilità così com'è (lunedì a Bruxelles per gli 'esami' europei di cui si avranno gli esiti a novembre) approvata la scorsa settimana dal consiglio dei ministri ha un solo sponsor, il governo, e con questo presupposto prenderà il via l'iter che porterà il testo al vaglio del Parlamento.

  

Il primo appuntamento è domani, martedì, a Palazzo Madama: da qui comincerà perciò la 'battaglia' degli emendamenti che saranno presentati sicuramente da Pd e Pdl in misura tale che se votati favorevolmente, secondo la Repubblica, potrebbero gravare sulla manovra governativa tra gli otto e i dieci miliardi di euro. Quello che è certo fino a questo momento è che sicuramente la legge di Stabilità (manovra da 11,6 miliardi di euro nel 2014, pari a circa lo 0,8% del PIL dell'anno scorso) non avrà vita facile, presa tra i venti di protesta sia fuori che dentro il 'Palazzo'.

Non sono cambiate di una virgola infatti le critiche che da Confindustria alla Cgil e dal Pdl al Pd sono state mosse al testo, ritenuto decisamente poco coraggioso da Squinzi e inefficace per far ripartire i consumi da Susanna Camusso e dagli altri sindacati pronti allo sciopero generale (lunedì in mattinata ci sarà un vertice tra i maggiori - Cgil Cisl e Uil - proprio per decidere in merito alla possibilità di incrociare le braccia), opzione che dai microfoni di Radio24 cerca di porre freno il viceministro dell'Economia Stefano Fassina affermando che "sarebbe un errore" perché "potrebbe rappresentare per il governo un momento di difficoltà". Ma nonostante tutti i tentativi degli uomini di governo di calmare gli animi (il presidente della Commissione Bilancio Azzollini del Pdl ha 'zittito' i falchi del suo partito che chiamavano alla "stangata" con il nuovo tridente di tasse sulla casa formato da Trise, Tari e Tasi), anche dal mondo politico non mancano i malumori attorno alla manovra.

Dalle fila del Partito Democratico, ad esempio, gli animi sono caldi nel cercare una soluzione a quei 14 euro al mese di cuneo fiscale - cifra che impallidisce di fronte ad un reddito medio al mese di 1300/1400 euro (circa 45 al giorno) - che molti hanno mal digerito, con la possibilità che si arrivi a chiedere di incrementare il 'piatto' con il doppio rispetto alla cifra attuale (2,5 miliardi di euro), mentre in casa Popolo della Libertà continuano imperterrite a levarsi le voci del dissenso rispetto all'inserimento delle tre nuove tasse che, spiega Daniele Capezzone (presidente alla Camera della Commissione Finanze), "secondo i nostri calcoli c'è il rischio di una stangata" perché alleggerirebbero di più le tasche degli italiani rispetto a quanto avrebbe fato la tanto odiata Imu. Ipotesi quest'ultima che il MEF si è affrettato a smentire sottolineando il gettito della Tasi, calcolato in 3,7 miliardi, rispetto a quello della tassa introdotta da Monti, fissato attorno ai 4,7 miliardi di euro.

Ma a preoccupare il governo e a mettere a rischio il testo approvato dal Cdm ci sono anche molti altri punti: la sanità - evitati i tagli c'è il tentativo di arrivare a scongiurare gli aumenti dei ticket - statali, sul piede di guerra il Pdl per quanto riguarda i tagli alla sicurezza e risorse per la Cig (Cassa integrazione guadagni), considerate irrisorie e non sufficienti dalle maggiori sigle sindacali.

Intanto, nonostante il 'monito' rivolto a quest'ultimi da Fassina, Cgil Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo e al termine del vertice che li ha visti impegnati lunedì mattina: a novembre, questa la decisione, ci saranno quattro ore di sciopero nazionale in più parti d'Italia. Le motivazioni che hanno portato ad incrociare le braccia sono sostanzialmente le stesse già espresse settimana scorsa, ribadite oggi in conferenza stampa: "il Paese rischia di perdere ancora una volta. La legge di stabilità non determina un cambiamento, conferma la tendenza degli ultimi anni. Il cambiamento deve avvenire trovando risorse da dare alla riduzione fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati. Si può e si deve, anche a saldi invariati, facendo scelte diverse" ha spiegato Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil. Per Angeletti, invece, è assolutamente prioritario che la legge di Stabilità arrivi ad una "riduzione degli sprechi o costi non accettabili nella pubblica amministrazione", specificando come un'azione di questo tipo potrebbe essere un "modo per reperire le risorse. Ma per evitare che questa frase diventi uno slogan - aggiunge -, dovremo lanciare proposte credibili, puntuali ed efficaci. Stiamo preparando documento succinto con indicazioni concrete".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57820/20131021/legge-stabilita-senato-cuneo-fiscale-emendamenti-pd-pdl-sindacati-squinzi.htm

 

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