Al via le privatizzazioni di Terna e Fincantieri, "un segnale forte che l'Italia lancia al mondo"

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"E' un segnale forte che l'Italia lancia al mondo", così ha commentato il Presidente del Consiglio Enrico Letta nella conferenza stampa tenutasi a termine della riunione del Consiglio dei Ministri lo scorso 19 settembre, nella quale è stato dato il via libera al "Destinazione Italia",  un piano che ha l'obiettivo di "attrarre investimenti esteri qualificati per sostenere la ripresa dell'economia", favorendone l'apertura ai mercati internazionali e il rilancio della competitività. Tra le misure, il piano contempla un programma di privatizzazioni e dismissioni degli asset distintivi del Paese, così da accrescere la forza innovativa, da rafforzare la capitalizzazione e da ampliare i mercati di sbocco delle imprese italiane.  

  

Il piano della privatizzazione dovrà avviarsi entro la fine dell'anno e per ora prevede la cessione delle quote che il Tesoro detiene in Eni, Snam, Terna, Fincantieri e Sace. Nel vaglio del Consiglio dei Ministri, al momento, non vi è alcuna intenzione di procedere alla dismissione dei pacchetti azionari posseduti in Enel, pari al 31,24%, e in Finmeccanica, pari al 30,20%, data la fase complicata nella quale le due società attualmente si trovano.

Tra le probabili operazioni di vendita, il Governo sarebbe intenzionato a procedere con lo sblocco di un primo pacchetto di Terna, la rete nazionale elettrica, del 4,9%, operazione che potrebbe essere chiusa tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 e che consentirebbe allo Stato di incassare 350 milioni di euro. Stesso destino per Fincantieri, uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo, la cui quota da mettere sul mercato si aggirerebbe attorno al 40%. La dismissione delle quote di Terna e Fincantieri, tuttavia, non precluderà al Governo di mantenerle sotto il proprio controllo.

 Esclusa definitivamente dal piano è Ferrovie dello Stato, per la quale si starebbe pensando ad un percorso di societarizzazione, con la valorizzazione dell'alta velocità.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, nel commentare il piano di privatizzazione, spiega che il Governo deve "privatizzare le attività, mantenendole con le radici in Italia, altrimenti il rischio è quello di vendere dei mercati e non delle attività", in linea con quanto stabilito dallo stesso Destinazione Italia, nel quale di legge che "per attrarre investimenti in Italia occorre aprire a capitali privati una parte dell'economia nazionale [..] e nel farlo si dovrà tenere conto del possibile interesse pubblico a mantenere il controllo su quelle Società che operano in settori di particolare rilevanza strategica nazionale". Il Ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha spiegato invece che il piano "coprirà sia le attività immobiliari che società quotate e non quotate". Nel Destinazione Italia, viene precisato che "i tempi di realizzazione delle operazioni saranno più brevi per le operazioni che dovessero riguardare società già quotate; una tempistica necessariamente più lunga sarà richiesta per le aziende che necessitassero di un processo di valorizzazione preliminare alla messa sul mercato".

Secondo una fonte governativa, il piano di privatizzazione potrebbe confluire in un decreto collegato alla Legge di Stabilità. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57825/20131021/privatizzazioni-investimenti-terna-fincantieri.htm

 

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