Germania a rischio bolla immobiliare: la Bundesbank avvisa, prezzi al +20%

E-mail Stampa PDF

Se la sfiducia, la recessione e la debolezza ormai quasi cronica della domanda di alcuni Paesi sono fattori che - di certo - non aiutano la rinascita dell'economia della nazione, potrebbe non esser vero il contrario. Volendo essere meno criptici: l'economia di un Paese 'solido', in discreta salute e che gode della fiducia di tutto il globo finanziario, potrebbe subire 'risvolti negativi' anche da tutti questi fattori - a prima vista - positivi.

  

E' il caso della Germania e delle sue abitazioni e a renderlo noto è nientedimeno che la potente Banca centrale tedesca: la Bundesbank. La 'povera' Germania, questa volta, è stata vittima del suo stesso successo. L'allarme sul prezzo degli immobili ha radici profonde e rientra nella complessa caccia agli investimenti da parte dei capitali internazionali. La bolla immobiliare degli States, così come quelle di altri Paesi europei, hanno fatto defluire tutte le attenzioni sulla Germania - fa sapere la Bundesbank nel suo ultimo report. Una 'valanga' di investitori internazionali attratti, per l'appunto, dalla reputazione solida della Germania e dal suo essere 'locomotiva europea'. Questo ha portato, necessariamente, ad una impennata della domanda aggregata di abitazioni: un vero e proprio boom in atto - insomma - che l'offerta di case tedesca ancora non riesce a soddisfare appieno.

I prezzi delle abitazioni tedesche sono cresciuti così tanto dal 2010 che una sopravvalutazione non è escludibile, si legge sempre nel report. Negli ultimi tre anni i prezzi degli immobili sono cresciuti globalmente dell'8,25% e hanno esasperato la differenza di valore tra le aree urbane e quelle rurali. I fattori demografici ed economici non riescono, da soli, a giustificare i livelli dei prezzi attuali degli immobili: secondo la Buba è concreto il rischio di una sopravvalutazione, arrivata già ora oltre il 10%, e questo accresce "i timori per un boom dei prezzi delle case di ampia portata". Le grandi città, ovviamente, sono al centro di questa spirale crescente: "nelle grandi e attraenti città le deviazioni verso l'alto raggiunge il 20% in alcuni casi". Berlino, Amburgo, Francoforte, Monaco, Düsseldorf: nessun grande centro teutonico sfugge a questi rialzi.

La Bundesbank tiene a precisare che tale rilevamento è ancora influenzato da un 'notevole grado di incertezza' ma, scarico di responsabilità a parte, il messaggio è stato lanciato in maniera piuttosto evidente. Non manca, ovviamente, la più classica delle frecciatine tedesche all'Europa. Fermo restando quanto detto sopra, c'è spazio anche per una critica alla politica dei bassi tassi di interesse. Le politiche monetarie della Bce, con i tassi di interesse al minimo storico, non sono viste come adeguate per l'economia tedesca. Bassi tassi, insieme a molti altri fattori, concorrono nell'orientare gli investitori verso gli immobili (tedeschi) e lontano da meno attraenti attività finanziarie. Da qui l'aumento spropositato della domanda e l'inizio di quel processo di cui abbiamo parlato sopra. Anche questa volta, insomma, l'Europa avrebbe le sue buone colpe (complici anche gli States, questa volta) nel problema che si trova ora ad affrontare la Germania. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57863/20131022/bundesbank-rischio-bolla-immobiliare-germania-prezzi-abitazioni-europa-usa-politca-monetaria.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili