USA, report occupazione deludente. Le borse festeggiano vedendo il rinvio del tapering

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Come spesso accaduto in passato, anche questa volta le borse festeggiano un deludente report sul mercato del lavoro statunitense. Secondo il Dipartimento del Lavoro, infatti,  il mercato del lavoro creato solo 148 mila posti a settembre contro attese di 180 mila, accertando che la ripresa dell'occupazione USA procede a rilento.

  

Il report conferma che l'ottimismo sul recupero dell'occupazione non ha ancora piena ragion d'essere, specie se si considera che il calo del tasso di disoccupazione al 7,3 per cento dal 7,2 per cento è dovuto in primo luogo all'uscita di lavoratori dalla cosiddetta forza lavoro, più che dalla creazione di nuovi posti. Detto altrimenti il calo è dovuto al fatto che persone potenzialmente impiegabili sono troppo scoraggiate per cercare un posto, non risultando così nelle statistiche.

Il report risulta essere uno dei driver fondamentali della strategia di quantitative easing della Federal Reserve ed i numeri deludenti hanno contribuito a spingere ancora più in là nel tempo la data del tapering: inizialmente si riteneva che la banca centrale statunitense avrebbe cominciato a rallentare il proprio programma di acquisto di titoli che oggi procede al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese lo scorso settembre, mentre ora gli analisti si attendono uno spostamento da dicembre 2013 a marzo 2014. Sembrano quindi da escludere novità nel corso nel meeting di ottobre, in cui, tra l'altro, non è prevista una conferenza stampa del chairman, il quale quindi non avrebbe teoricamente occasione di spiegare un così forte cambiamento di politica.

Il prossimo report verrà rilasciato con una settimana di ritardo, ovvero l'8 novembre e conterrà al suo interno gli effetti dei 16 giorni di shutdown provocati dall'impossibilità del governo statunitense di giungere ad un accordo sul budget in tempo utile. Questo ha provocato la messa in congedo senza paga di 800 mila impiegati pubblici e si stima che buona parte di essi (circa un decimo) abbiano deciso di registrarsi come non occupati all'inizio del mese, così come altri lavoratori del settore privato comunque colpiti dal blocco del governo .

L'ennesimo rinvio della tapering ha innescato inevitabilmente un rally delle Borse e una nuova fase di debolezza del dollaro: l'euro, ad esempio, è arrivato a sfiorare 1,38 per dollaro, toccando i massimi dal novembre 2011; il Dax di Francoforte arriva invece a sfiorare i 9000 punti; massimi storici anche per lo Standard and Poor's 500, mentre il Dow Jones, pur rimanendo sui massimi, non riesce ancora a romperli. Il FTSE MIB, infine, comincia a rivedere i 20.000 punti abbandonati nell'ormai lontano luglio 2011. La piccola piazza italiana, tuttavia, continua a risultare una delle peggiori su un arco temporale più lungo: secondo Mediobanca Piazza Affari al 16 ottobre 2013 risulta essere l'unica tra le principali Borse mondiali a registrare una performance negativa da dicembre 2002.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57898/20131022/report-lavoro-disoccupazione-borse-tapering.htm

 

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