Italia, Stato canaglia nell'Unione Europea per il nono anno consecutivo

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Per il nono anno consecutivo l'Italia si trova in cima alla lista degli Stati "canaglia" dell'Unione Europea: nel rapporto annuale pubblicato dalla Commissione Europea, che misura l'efficienza degli Stati nell'applicare le leggi dell'Unione, l'Italia figura infatti come quello con più procedure di infrazione aperte alla fine del 2012, ben 99.

  

Tra le procedure di infrazione aperte è degna di nota quella relativa alla non implementazione delle regole sul evasione fiscale, più volte segnalata a parole da politici e tecnici italiani come una delle maggiori piaghe del paese, ma contro cui non sono stati posti in essere interventi adeguati.

Si tratta in ogni caso di un miglioramento, se si considera che alla fine del 2011 le procedure aperte erano state 135, mentre il 2010 si era chiuso a quota 176. Tuttavia l'Italia risulta essere comunque in cima alla lista anche relativamente alle nuove procedure aperte nel corso del 2012, ovvero 36.

L'Italia risulta essere ligia al proprio dovere soltanto quando si tratta di recuperare decimi di punto percentuale nel rapporto deficit/PIL, mentre il resto d'Europa, a cominciare dalla paladina dell'austerità, l'Olanda, sforano tranquillamente. Quando invece si tratta di aprire diritti e mercati, ovvero di porre in essere situazioni in grado di spezzare monopoli, cartelli, baronie, mafie e inefficienze che appesantiscono la crescita italiana, lentissima ormai da almeno due decenni, le riforme possono attendere: non sembra dunque essere un caso che l'Italia sia in cima alla lista anche delle lamentele dei propri cittadini hanno inviato alla Commissione con sede a Bruxelles, con un poco onorevole 438.

La maggior parte delle richieste riguardano per l'appunto questioni relative all'ambiente, alla giustizia, al mercato interno e alla concorrenza tutte questioni che, se riformate, darebbero fastidio a pochi, ma potenti, e benefici ai tanti tartassati, ma insignificanti. Evidentemente più facile aumentare le tasse al popolo bue e rispettare quasi insignificanti vincoli dei conti pubblici, piuttosto per riformare (dando fastidio a qualche amico) e fare ripartire la crescita, che tra le altre cose risolverebbe anche i problemi di deficit e di debito.

Più in generale il numero di procedure di infrazione (1343 alla fine del 2012) è sceso di circa un quarto in tutta l'Unione Europea rispetto a fine 2011, che chiuse a quota 1775, e si è dimezzato dal 2009 (2900 procedure). I paesi meno rispettosi delle regole europee risultano essere principalmente i paesi del cosiddetto Club Med come Spagna, Grecia e Portogallo, tuttavia al secondo posto, con 92 procedure di infrazione, troviamo lo Stato che ospita la capitale europea ovvero il Belgio, che come l'Italia sconta una situazione politica piuttosto complicata e frammentata: basti ricordare che dopo le elezioni del 2010 furono necessari ben un anno e mezzo per formare un nuovo governo. La Spagna completa il podio con 91 procedure. Gli altri maggiori paesi europei sono a 61 (Germania e Regno Unito) e 63 la Francia.

I Paesi più virtuosi sono stati invece quelli baltici: per il secondo anno consecutivo è la Lettonia ad essere il Paese più aderente alle direttive europee con appena 20 procedure di infrazione aperte, seguita dalla Lituania con 22 e dall'Estonia con 24.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57933/20131023/italia-unione-europea-procedura-infrazione.htm

 

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