Legge Stabilità al Senato, cuneo fiscale e tasse sugli immobili i punti 'caldi'

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Dopo lo slittamento dei lavori, passati da martedì a mercoledì, il testo della Legge di Stabilità a cui ha detto 'si' il Consiglio dei ministri settimana scorsa approda oggi al Senato per una prima valutazione della commissione Bilancio. Stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Ansa, inoltre, le discussioni in Aula potrebbero cominciare già da giovedì, anche se è molto probabile che si arrivino settimana prossima i veri e propri 'momenti caldi' attorno all'approvazione o meno di Palazzo Madama.

  

La manovra messa a punto del governo, infatti, non può certo contare al momento su molti 'fan', rimane anzi sotto il fuoco incrociato di partiti e parti sociali che ne chiedono modifiche e miglioramenti. Ad agitare il mondo politico sono in particolar modo il cuneo fiscale e la nuova triade di tasse sugli immobili Tari, Tasi e Trise, situazione già presa di 'petto' dal Pdl che non accetta un ritorno dell'Imu sotto altro nome (di "stangata" ha parlato Daniele Capezzone).

Per quanto riguarda il cuneo fiscale Letta e i suoi ministri hanno in previsione di tagliare il costo del lavoro, nel 2014, per 2,7 miliardi di euro (3 nel 2015 e 3,2 nel 2016), operazione per cui è previsto un aumento sulle detrazioni Irpef limitatamente ai redditi medi e bassi, un abbassamento dei contribuiti Inail per le imprese e uno sgravio dell'imponibile Irap per aziende che assumano dipendenti a tempo indeterminato, manovre che il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi ha definito come  "poco coraggiose".

Altro punto su cui potrebbe non mancare 'battaglia' è quello degli statali, che se non ci dovessero essere emendamenti che vadano a modificare il testo così com'è si vedrebbero congelati per il quindi anno consecutivo i contratti: nella Legge di Stabilità approvata dal Cdm, infatti, è previsto un segno meno tra i 4 e i 5 mila euro per gli impiegati e di 21 mila euro per quanto riguarda i dirigenti, mentre in materia di indennità di buonuscita il governo ha deciso che quelle superiori ai 50 mila euro vengano erogate in due o tre (se sfonda la cifra dei 100 mila euro) 'rate'.

Sul capitolo pensioni è stata prevista, invece, l'introduzione di un contributo di solidarietà che è stato fissato nel 5% per assegni superiori ai 150 mila euro fino ad arrivare al 15% per chi superi i 250 mila euro. Inoltre sono stati messi i 'paletti' per la rivalutazione in base al dato dell'inflazione (non prevista nel 2014 per le pensioni oltre i 3000 euro): 100% per pensioni fino a 1486 euro, 90% fino ai 2000 euro, 75% per pensioni ai 2500 euro via via a scendere fino al 50% per i 3000 euro.

Ma il punto più dolente per la politica rimane, probabilmente, l'introduzione della nuova tassa 'Trise', costituita da Tari (che va a sostituire in sostanza la Tares per quanto riguarda i rifiuti urbani) e la Tasi, relativa ai servizi indivisibili (quelli che il Comune eroga a tutti i cittadini, anch'essi previsti dalla Tares) come sicurezza, anagrafe e manutenzione di strade e illuminazione. Per quanto riguarda i costi della nuova tassa i dati che si hanno al momento non danno una risposta certa, ma lasciano aperti i due scenari di minor o maggior costo in base a come si comporteranno i primi cittadini dei comuni. Infatti, nel caso l'aliquota base rimanga all'uno per mille, la Tasi 'peserà' per il 57% in meno rispetto all'Imu, mentre arriverebbe a valere il 7,4% in più della tassa montiana nell'eventualità dell'aliquota massima al 2,5 per mille. Ed è sempre il gap tra le due aliquote che può determinare il gettito, calcolato in 3,7 miliardi (l'Imu ne 'portava a casa' 3,3 con aliquota al 4) nel caso rimanga all'un per mille, mentre potrebbe arrivare fino a 9 nel caso venga applicata quella al 2,5 per mille. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57945/20131023/legge-stabilita-tasi-cuneo-fiscale-senato-pensioni-statali.htm

 

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