Spagna fuori dalla recessione, ma basta un +0,1% per esultare?

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Suona la fanfara a Madrid dopo che la banca centrale spagnola ha rilasciato la stima preliminare del prodotto interno lordo, segnalando una crescita nel terzo trimestre dello 0,1 per cento, fatto che comporta l'uscita in senso tecnico dalla recessione durata due anni.

  

Si tratta ovviamente di una boccata d'ossigeno per il governo conservatore guidato dal primo ministro Mariano Rajoy, che prese le redini della Spagna proprio mentre la seconda recessione dal 2008 muoveva i primi passi, e che ha tentato di portare fuori paese dalla crisi attraverso le solite manovre di austerità, fatte di tagli alla spesa e aumenti delle imposte, scivolando rapidamente in popolarità.

Per questo motivo la retorica finirà inevitabilmente per spiegare che il peggio è passato e il futuro è radioso: tutto questo grazie ad una crescita di un decimo di punto percentuale, dopo una decrescita dell'1,6 per cento nel 2012 ed un calo stimato per l'anno in corso dell'1,3 per cento. Anche nel 2014 la crescita dovrebbe restare anemica con un +0,7 per cento.

Va poi ricordato che nel 2009 il prodotto interno lordo spagnolo crollò del 3,8 per cento, e che pure l'anno successivo vi fu una contrazione dello 0,2 per cento: negli ultimi cinque anni in uno solo la Spagna ha registrato crescita positiva, ovvero il 2011, peraltro con un +0,1 per cento.

Ce ne sarebbe già abbastanza per dire che forse non è il caso di lasciarsi prendere dall'euforia, ma bisogna anche aggiungere che altri indicatori non permettono molto ottimismo: i consumi languono e il tasso di disoccupazione resta paurosamente alto, intorno al 25 per cento.

Questo non vuol dire che questa timidissima crescita non possa risultare un punto di svolta per l'economia spagnola, considerando ad esempio che gli investitori stanno nuovamente dimostrando fiducia nella ripresa del regno iberico: la recessione potrà anche essere finita in senso tecnico, tuttavia vi è ancora molto lavoro da fare per riuscire a recuperare le disastrose conseguenze la crisi finanziaria 2008 che fece esplodere la bolla immobiliare. Presupponendo un tasso di crescita annuale l'uno per cento, i livelli precedenti alla crisi verrebbero recuperati soltanto nel 2021: va infatti ricordato che, nonostante tutto, il sistema europeo resta molto debole e che è fondamentale scongiurare il rischio di un triple dip, ovvero di tornare in recessione per la terza volta nel giro di pochi anni.

E allora potrebbe diventare complicato gestire le tensioni derivanti da una depressione economica che sembrerebbe infinita.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57952/20131023/spagna-fuori-recessione-pil-crescita-trimestre.htm

 

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