Grecia, la Troika impone di chiudere le industrie militari

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Alla Troika non piace la legge di stabilità greca e si prepara quindi a chiedere al governo di Atene misure aggiuntive per ottenere lo sblocco della prossima tranche di aiuti. Secondo i media greci, la Commissione Europea che esaminerà il budget relativo al 2014 sarebbe orientata non considerarla affidabile.

  

Secondo i creditori mancherebbero due miliardi di euro, poiché il governo greco avrebbe sovrastimato le entrate fiscali e sottostimato le uscite per il welfare, e per questo motivo la Troika formata da Unione Europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale continueranno a chiedere ad Atene ulteriori misure di austerità nonché la chiusura di due aziende statali EAS (Ellinika Amyntika Systimata, Sistemi di Difesa Ellenici) e ELBO (Elliniki Viomihania Ohimaton, Industria Automobilistica Ellenica) che costruiscono (ed esportano) armi e veicoli militari, e che rappresentano, secondo i creditori, un buco nero nelle casse elleniche, a differenza delle corrispondenti società della difesa degli altri Paesi europei, che riescono ancora ad essere profittevoli.

Va comunque ricordato che la Grecia ha ancora tensioni aperte con i suoi vicini, a cominciare dalla Turchia, e sarà quindi costretta a comprare quanto necessario per mantenere la propria difesa proprio dai partner europei, ovvero dagli stessi creditori che hanno richiesto la chiusura delle sue aziende della Difesa. Un lievissimo conflitto di interessi: "stranamente" il budget relativo alla Difesa non è stato quasi toccato dopo il taglio da tre miliardi nel 2009 (almeno per quanto riguarda i dati ufficiali), che comunque non ha fermato l'acquisto di sottomarini e carri armati dalla Germania e di fregate ed elicotteri dalla Francia. Per non parlare delle importazioni di armi di piccolo calibro (la Grecia è fra i maggiori importatori di armi convenzionali), che nei tempi più cupi della crisi avevano fatto pensare a possibili colpi di mano e addirittura guerre civili. Insomma, la Grecia è un mercato di sbocco appetitoso per le imprese del settore.

La Grecia sta tentando in tutti i modi di tenere in vita le due società, ed afferma di essere in grado di far ritornare in profitto le due compagnie entro due anni. L'Unione Europea, però, fa notare che simili promesse sono state ripetute negli ultimi venti anni, e tuttavia EAS ed ELBO continuano ad essere dei crateri fumanti.

Secondo la Troika grazie a queste misure si potrebbe evitare ciò che comunque il governo greco non sembra essere disposto a fare, ovvero attuare ulteriori tagli orizzontali a stipendi e pensioni. Attualmente non sembra esserci molta fretta di concludere un accordo, perché la Grecia ha abbastanza disponibilità da poter rinunciare alla prossima rata del bailout, tuttavia si tratterebbe semplicemente di un rinvio, poiché Atene, attualmente, non è in grado di fare fronte agli impegni finanziari nei prossimi mesi, tanto che il FMI ha già minacciato di staccare la spina.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57959/20131023/grecia-troika-industrie-militari-eas-elvo.htm

 

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