Cina, ad ottobre manifattura a +50,9 punti. La Borsa di Tokyo "ringrazia" il settore.

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Ancora dati positivi dal fronte asiatico. L'indice HSBCChinaManufacturing Purchasing Managers (PMI) preliminare nel mese di ottobre è salito al 50,9, il massimo livello da sette mesi. Il dato supera di ben 0,5 punti percentuali le aspettative degli analisti, che si attendevano un aumento dell'indice a 50,4 sulla base del dato elaborato nel mese di settembre, che si attestava a 50,2 punti percentuali.

  

In dettaglio, l'incremento del PMI deriva dai nuovi ordinativi, che hanno guidato l'espansione del settore manifatturiero, saliti a 51,6 punti percentuali, il livello più alto in sette mesi  e ben al di sopra della soglia dei 50 punti percentuali, che separa l'espansione dalla contrazione. A sorpresa, il PMI ha mostrato un aumento, anche se marginale, dei nuovi ordini all'export d'oltreoceano, con una forte domanda dall'Europea e dagli Stati Uniti, suggerendo così una stabilizzazione dalla domanda globale. Ricordiamo che le esportazioni, nel mese di settembre, hanno registrato un'inaspettata riduzione dello 0,3, un calo imputabile al timore del tapering, che ha inciso pesantemente sulla domanda del sud est asiatico. Tuttavia, le esportazioni hanno da sempre giocato un ruolo traino per l'economia.

Qu Hongbin, economista in HSBC, commenta il dato flash, imputando l'aumento dell'indice manifatturiero ai miglioramenti economici del Paese. "Questo implica che la ripresa della crescita della Cina si sta consolidando nel quarto trimestre, dopo un terzo trimestre non molto positivo. Questo "fenomeno" è destinato a proseguire nei prossimi mesi, grazie alla creazione di condizioni favorevoli per accelerare riforme strutturali" ha aggiunto.

Proprio in riferimento al consolidamento, ricordiamo il grande sforzo compiuto dalla seconda economia globale, che nei primi novi mesi dell'anno ha registrato livelli di crescita  del 7,7%, aprendo così a Pechino la possibilità di raggiungere il target previsto del 7,5% entro il 2013, obiettivo però che, rispetto alla storia economica cinese, rappresenterebbe la crescita più debole degli ultimi 23 anni.

Tuttavia, dinanzi al quadro promettente, gli economisti guardano i dati con molta cautela, presagendo  anticipato rallentamento della crescita, causato da un lato da una domanda globale ancora troppo debole e dall'altro dall'impegno di Pechino nella ristrutturazione economica, basata sul consumo, piuttosto che sugli investimenti e sul credito. A tal riguardo, il Governo cinese ha più volte ribadito di voler accettare una crescita più lenta durante la fase di ristrutturazione, ma i politici hanno mostrato di voler intervenire per mantenere la crescita su livelli stabili.

L'indice preliminare PMI di ottobre ha dato, comunque, una forte scossa ai mercati, stemperando così  i timori sull'outlook economico della Cina e tanto da far chiudere la Borsa di Tokyo con un segno positivo, dopo due settimane di sedute negative. Il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,42%, mentre il Topix ha guadagnato lo 0,62%. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57982/20131024/cina-pmi-incremento-ordinativi-esportazioni.htm

 

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