Anche le banche perdono in tribunale: Bank of America condannata per frode

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Bank of America è stata giudicata colpevole per frode nel mare magno del caos finanziario che ha fatto seguito alla crisi dei mutui subprime. Quella che a primo impatto sembra una notizia trita e ritrita ha, invece, alcune particolarità 'inedite'. Nello specifico stiamo parlando della prima volta che una banca d'affari viene giudicata colpevole in un tribunale degli States a margine dell'ultima crisi finanziaria.

  

Non sono molti, infatti, i processi in corso tra il governo federale e le banche 'colpevoli': la via del patteggiamento è di gran lunga la preferita tra le parti (basti pensare che la stessa BofA ha speso circa 40 miliardi di dollari nelle varie dispute sorte nel post-crisi, più del 45% del fatturato 2012). Ecco che così, dopo un processo durato quattro settimane, la sentenza della giuria federale in quel di New York assume una notevole importanza. Bank of America è colpevole di fronde ai danni dei giganti statali dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac e il dipartimento di Giustizia è già pronto a presentare un salato conto: l'intento è quello di farsi risarcire con 848,2 milioni di dollari, tanto quanto Fannie e Freddie avrebbero perso nell'affare in questione. La decisione sulla multa pecuniaria, ovviamente, spetterà al giudice distrettuale Jed Rakoff. Il processo contro la banca è stato il primo, per questa crisi, a ricadere sotto il FIRREA - Financial Institutions Reform, Recovery and Enforcement Act. Virginia Gibson, legale alla Hogan Lovells, spiega come questo episodio sia estremamente importante visto che "mostra lo scopo di uno strumento (il FIRREA) che il governo non ha usato molto sin dalla sua istituzione (nel 1989)".

Nello specifico Bank of America è stata tirata in ballo per i contratti operati dalla Countrywide Financial, società da molti data sull'orlo del fallimento ed acquisita dal colosso americano nel 2008. Il programma della Countrywide, chiamato "Hustle" (HSSL - High Speed Swim Lane), era una 'perfetta' macchina che impacchettava i prestiti in essere, eliminava qualsiasi forma di standard qualitativo su di essi, e premiava gli impiegati unicamente sul volume creato e sulla velocità di circolazione. Un meccanismo ben oliato che, ovviamente, non badava alla qualità finale del prodotto, scaricando tutti gli eventuali problemi sull'acquirente di turno (si veda Fannie e Freddie).

Nella lista dei colpevoli di truffa è finita anche l'allora dirigente della Countrywide Rebecca Mairone, attuale Home lending executive alla JPMorgan Chase. "Una donna integra, etica ed onesta (...) [che] mai ha fatto fronde perché la frode non sussiste" spiega Marc Mukasey, avvocato della Mairone. Sulla stessa linea difensiva sembra collocarsi la Bank of America stessa: "La decisione della corte - afferma il portavoce della compagnia - riguarda un singolo programma che durò alcuni mesi e si concluse prima che Bank of America acquisisse la compagnia (...) Valuteremo le nostre opzioni per l'appello".

Il processo, insomma, cela la sua importanza molto più sul fronte simbolico che in quello meramente pecuniario. Il governo Obama, spesso criticato per aver preteso forse troppo poco dalle banche come 'rimborso' per la crisi finanziaria, ha così decisamente guadagnato dei punti con l'opinione pubblica felice di veder uscire una banca sconfitta dall'aula di un tribunale.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/57986/20131024/bank-of-america-usa-dipartimento-giustizia-processo-frode-countrywide-jpmorgan-multa.htm

 

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