Così non va, Monsieur Hollande: ecco il monito del governatore Noyer

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Christian Noyer è un economista francese di sessantatré anni ed è anche, dal 2002, il governatore della Banca di Francia. Un figura particolare, quella dell'economista, che pur rivestendo un ruolo di vertice nell'economia transalpina (ed europea) non appare così spesso sui rotocalchi. Ecco allora, che quando si pronuncia, le sue parole assumono una rilevanza ancor più notevole.

  

Monsieur Noyer ha recentemente condiviso la sua visione circa l'attuale situazione economica della Francia. Un Paese, quello guidato da François Hollande, che non sembra traballare quanto i vicini (si legga Italia o Spagna) ma che di certo non ha risolto tutti i problemi di questa persistente crisi economica. La linea politica ed economica fino ad ora perpetrata è stata, quasi totalmente, volta al taglio del deficit di bilancio per mezzo dell'aumento delle tasse. Mantenere stabili le spese e aumentare le tasse: questa la ricetta portata avanti fino ad ora. Una soluzione, l'attuale, che decisamente non piace al governatore Noyer.

Se si punta con decisione al ripristino della crescita - sfruttando pienamente il suo potenziale - entro il 2015, la Francia deve rimboccarsi le maniche ed evitare le 'soluzioni di comodo'. Se veramente Hollande vuole lottare contro quel persistente deficit, contro la crescente disoccupazione e a favore della zoppicante crescita allora, spiega Noyer, è giunto veramente il tempo delle riforme strutturali.

"Lo sforzo - spiega senza giri di parole il governatore della Banca di Francia - deve essere ora focalizzato interamente sulla spesa. Ci deve necessariamente essere una accelerazione nel taglio alle spese, che significa una riduzione in termini assoluti". C'è bisogno di decisi passi avanti nelle riforme del mercato e dei costi del lavoro: "molte cose possono essere fatte, anche in un periodo [caratterizzato] da vincoli di bilancio [come l'attuale]".

Nelle parole del governatore, poi, trova posto anche un focus sul sistema bancario transalpino. Il tema principale, ovviamente, è l'avvio di quel programma di test e controlli che la Bce ha varato in questi giorni e che predisporrà al meglio il quadro generale, entro il novembre 2014, per l'inizio della supervisione bancaria unica. La 'caccia' sarà volta a tutti quegli istituti che hanno nel tempo operato 'camuffaggi' più o meno leciti nei bilanci per evitare scomode ricapitalizzazioni.

"Non ho preoccupazioni speciali" afferma Noyer circa le banche francesi, "per il momento non vedo prove che indichino come ci sia stata una sottostima dei coefficienti patrimoniali in Francia". Alla Banque de France, continua il governatore, siamo stati "piuttosto invadenti" nei controlli "ma, certamente, tutti possono sbagliare". Almeno per il comparto bancario, insomma, non c'è nulla da recriminare: la mossa della Bce troverà le banche francesi in buona salute e questo, complice l'effetto fiducia che ne deriverà, porterà un lieto apprezzamento delle azioni. "La percezione del sistema bancario nell'Eurozona è generalmente più negativa di quanto ci si dovrebbe realmente preoccupare".

Il quadro descritto da Monsieur Noyer, insomma, è una lucida visione dello stato attuale della Francia e della sua posizione nell'Eurozona. Trapela, ancora una volta e ancora da una 'nuova' bocca, la sostanziale inutilità - nel medio, lungo periodo - dei ricami fatti al budget semplicemente aumentando le tasse. Urgono riforme serie, strutturali, che cambino sostanzialmente il volto dell'economia. Le parole di Noyer erano chiaramente rivolte al Presidente Hollande ma hanno un deciso 'retrogusto' europeo: fossero state indirizzate alla Spagna o all'Italia, il fulcro del discorso non sarebbe affatto cambiato.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58140/20131028/francia-noyer-banca-di-francia-governatore-hollande-riforme-taglio-deficit-spese-tasse.htm

 

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