Gettito ridicolo, inefficiente ed illegale: così affonda la Tobin Tax

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Se un governatore di una Banca centrale europea arriva ad esternare chiara preoccupazione circa la programmata tassa sulle transazioni finanziarie, c'è da riflettere. Se poi, come ha fatto recentemente il governatore della Banca di Francia Christian Noyer, si arriva a parlare di "un enorme rischio" allora è più che opportuno cominciare a preoccuparsi.

  

I timori circa l'implementazione della Tobin Tax a livello europeo, così come è attualmente formulata, non nascono - tuttavia - solo alla luce delle ultime dichiarazioni transalpine. La 'sabbia' che la tassa getterebbe negli ingranaggi del sistema finanziario fa letteralmente tremare già da tempo tutti gli intermediari finanziari. In virtù di fantomatici gettiti derivanti dalla TTF e di un sostanzioso contributo "alla riduzione delle attività speculative" (Parlamento Europeo, marzo 2011) si andrebbe così a rischiare di compromettere seriamente l'intero comparto finanziario dell'Eurozona. Il gioco vale la candela? Qualche semplice numero potrebbe aiutare a farcene una idea.

Sulla base del modello 'standard' di TTF (0,1% sulle transazioni circa azioni ed obbligazioni, 0,01% sui derivati) Bruxelles valutava (nel 2011) il gettito annuo nell'Eurozona vicino ai 57 miliardi di euro: una cifra, insomma, di tutto rispetto. Ma la tassazione in questione non piaceva a tutti: ecco così che una volta arrivati alla short list di 11 Paesi 'aderenti' il gettito - secondo la Commissione, nel febbraio 2013 - scendeva in automatico a circa 30-35 miliardi di euro all'anno. Ma non solo. Se già da un lato le stime future cominciavano a sgonfiarsi, dall'altro c'era 'pronta' la critica realtà dei fatti di chi aveva anticipato l'Europa nell'introduzione della Tobin Tax.

Il caso dell'Italia torna, ancora una volta, funzionale. Introdotta in pompa magna (legge di Stabilità 2013) con l'incredibile promessa di un gettito da 1-1,1 miliardi di euro, il Governo sembrava aver trovato la panacea a tutti i mali finanziari dell'Italia. Una soluzione tanto semplice quanto funzionale, un nuovo gettito 'garantito' che, in più, riusciva a correggere alcune discrasie del sistema finanziario: una 'manna dal cielo', insomma. Poi è arrivata la doccia fredda, i problemi reali e i numeri ingloriosi. Il prelievo su azioni, derivati e attività ad alta frequenza provoca, 'incredibile', un crollo degli scambi e mette così in forte difficoltà gran parte degli intermediari. La Tobin Tax rallenta gli scambi (dal -15 al -20% ca da marzo) e - giocoforza - riduce notevolmente quegli ottimistici calcoli fatti in materia di gettito previsto. Non si parla più del miliardo di euro, si parla di €400 milioni. Anzi, nemmeno: le cose vanno talmente male che ora si vocifera addirittura di soli 250 milioni di euro. Numeri di 'un successo annunciato' insomma.

Una idea dai contorni sempre più fallimentari, inefficiente, criticata sempre più aspramente e appoggiata su numeri che - nella realtà dei fatti - hanno tracciato un quadro più che inglorioso. Una mossa che non risolve i problemi e che, al contrario, ne crea di altri. Si aggiunga, volendo, che l'attuale proposta europea della Tobin Tax è illegale: a sancirne la illegittimità, infatti, erano stati gli stessi avvocati in quel di Bruxelles. I legali dell'Unione europea, infatti, hanno sottolineato come la formulazione della TTF ecceda la giurisdizione degli Stati membri che la adoperano, come non sia compatibile con i trattati europei e - infine - come risulti discriminante con gli Stati esterni all'accordo.

Le parole del governatore della Banca di Francia, allora, riecheggiano nella nostra mente: l'attuale bozza della Commissione va completamente rivista. Qualora venisse implementata senza modifiche "potrebbe far scattare la distruzione di interi comparti dell'industria finanziaria francese, provocando una massiccia delocalizzazione dei posti (che stima vicino alle 30mila unità, N.d.R.) di lavoro e danneggiando, così, l'economia nel suo complesso".

Parole dure, quindi, ma decisamente necessarie quando - nella vana speranza di recuperare qualche 'monetina' (anche la Francia ha dimezzato le stime sul gettito 2014) - si rischia seriamente di gettare benzina sul fuoco dei mercati finanziari.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58155/20131028/tobin-tax-fallimento-europa-noyer-banca-di-francia-avvocati-italia-gettito.htm

 

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