Yoram Gutgeld e il programma economico di Renzi

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Per chi non lo conoscesse, segnatevi questo nome: Itzhak Yoram Gutgeld. A metà novembre dovrebbe essere pubblicato il libro che viene presentato come il programma economico del futuro segretario Pd, Matteo Renzi. Qualcosa di concreto su cui fare domande al sindaco, superando la fase degli slogan con cui sta solleticando la fantasia di alcuni e suscitando la perplessità di altri.

  

Gutgeld è alla prima legislatura in Parlamento, eletto alla Camera in Abruzzo. Origini israeliane, nato a Tel Aviv nel 1959, prima di diventare il punto di riferimento economico del 'renzismo' è stato direttore della McKinsey, una delle principali multinazionali del settore consulenze, che ha 'forgiato' tra gli altri l'ex ministro ed ex ad di Intesa San Paolo, Corrado Passera, oltre che Alessandro Profumo, passato da Unicredit prima di approdare al Monte dei Paschi.

Ma il 'guru' di Renzi non è stato 'prestato' alla politica solo ora, avendo già partecipato nel 2006 alla stesura del programma di Romano Prodi. Autore di un pamphlet sulla meritocrazia, scritto a quattro mani con un altro McKinsey, Abravanel, già collaboratore dell'amministrazione comunale di Firenze, è stato vicino anche a Giuseppe Civati, ex 'rottamatore' come il sindaco, ora rivale senza chance nella corsa alla segreteria.  

Per capire come potrebbe muoversi un governo Renzi, bisogna conoscere le idee e le parole di Gutgeld. Il suo pensiero era diventanto materia interessante per i media già durante le primarie 2012 che opponevano il sindaco di Firenze al segretario Bersani.

- Taglio Irpef.  Ieri come oggi una delle proposte principali era il taglio delle tasse di 100 euro per i redditi inferiori ai 2mila. Spesa stimata intorno ai 20 miliardi, per una misura che riguarderebbe più di 15 milioni di italiani.Dove trovare questo fiume di denaro? Renzi nel 2012 sosteneva un taglio del 10 per cento della "spesa pubblica intermediata", per complessivi 215  miliardi, "composta - scriveva il Corriere Fiorentino nel settembre 2012 - da spesa per acquisto di beni e servizi della pubblica amministrazione (+135% in 30 anni); investimenti (40% più della Germania tra 2000 e 2012); incentivi alle imprese (40 miliardi all'anno)".

Passato un anno, il 'cavallo di battaglia' dei 100 euro resta nel programma del duo Renzi - Gutgeld. "La prospettiva ideale sarebbe estendere l'abbassamento dell'Irpef ai guadagni medio-alti per mettere in moto un circuito virtuoso complessivo dei consumi - ha ribadito recentemente il 'guru' - Tuttavia un provvedimento di tale respiro richiederebbe 30 miliardi di euro, difficili da reperire. Mentre i 15 miliardi da noi previsti (ne mancano 5 rispetto a 12 mesi fa, ndr) hanno una copertura completa(vendita aziende di stato, vendita immobili di stato, riduzione costi e lotta all'evasione/riforma fiscale, ndr) e costituiscono un primo tassello per ridisegnare un regime vantaggioso per il lavoro rispetto alle rendite patrimoniali finora privilegiate. A favore delle imprese è preferibile defiscalizzare il reinvestimento degli utili nelle attività produttive. E utilizzare parte dei 235 miliardi di risorse private affidate a Cassa depositi e prestiti per programmi pubblici in grado di attrarre investimenti privati. Risorsa strategica su cui puntare senza timori di ricostituire una nuova Iri".

- Pensioni e lavoro. Nella stessa intervista (a Edoardo Petti su Formiche), Gutgeld affronta anche il tema pensioni ("dimezzamento o azzeramento dell'adeguamento all'inflazione per le pensioni che superano dalle tre alle sette volte quella minima e non sono ancorate ai contributi versati. Una 'patrimoniale' sugli assegni più alti che produrrebbe un risparmio annuo fra i 3 e i 4 miliardi") e della riforma del lavoro ("rilievo marginale dell'articolo 18, bisogna muoverci verso contratti unici con garanzie crescenti nel tempo. Guardo con interesse alle proposte di Pietro Ichino e di Tito Boerie Pietro Garibaldi, per cui il rapporto dopo tre anni si trasforma in attività senza limiti temporali e nell'ipotesi di un licenziamento del lavoratore nei primi 36 mesi è previsto un indennizzo economico cospicuo anziché il diritto al reintegro. Ma ritengo interessante come canale di inserimento l'istituto tedesco del 'micro-job', contratto a termine con retribuzione medio-bassada parte delle aziende e integrazione indiretta ad opera dello Stato").

- Lavoro giovani. Offrire inserimento nel mercato del lavoro a mezzo milione di giovani, finanziato con un "il taglio alle pensioni alte senza contributi sottostanti". 

- Le differenze con la Germania, l'Euro e il ruolo dell'unione bancaria (intervista all'Avanti del 5 agosto). "Io non vedo l'Europa né come un grande vincolo, né come una grandissima fonte di aiuto, a meno che non si vada verso l'unione bancaria, fiscale ed economica. Ma questo è un processo lungo, che durerebbe decenni. L'euro, invece, è stata una fantastica ancora di salvataggio, ed è impensabile uscire dalla moneta unica.... Il vero nodo da risolvere con la Germania è quello della enorme differenza tra il nostro tasso di interessi e il loro. Avendo la stessa moneta, Roma non può avere un tasso inflazione così alto rispetto a Berlino, perché questo sfavorisce le imprese. Invece lo squilibrio esiste e cresce di un punto percentuale all'anno, che in dieci anni fanno ben dieci punti di svantaggio. Questo è il problema grosso da affrontare. La differenza dell'inflazione è tutta legata ai servizi: energia, assicurazioni auto, trasporti".

- Gutgeld vuole il taglio dei costi per Rc Auto ed energia, per complessivi 9 miliardi di euro, e il potenziamento del fondo di garanzia per le Piccole e Medie Imprese. Propone di finanziare le misure "in regime straordinario, per il primo anno vendendo aziende di Stato, in parte o totalmente, a seconda di ciò che serve. Dal secondo al terzo anno, invece, coi proventi della lotta all'evasione e la riduzione dei costi dello Stato, che è un processo fattibile ma graduale. E al quale nessuno ha realmente pensato, perché se sommiamo tutte le manovre fatte negli ultimi vent'anni, dovremmo avere la spesa pubblica a zero. Invece non è così, e ciò dimostra che sono state manovre finte". 

- Investimenti pubblici: "Dal 2000 al 2010 abbiamo investito per 10 miliardi, più della Germania, ma spendendo male". Secondo Gutgeld è necessario "investire in comparti e servizi che richiedono, a regime, un significativo apporto di manodopera qualificata: ad esempio nella mobilità urbana, nel recupero ambientale, nell'innovazione di processo e tecnologica". E ancora, "vanno ottimizzati gli investimenti: oggi in Italia abbiamo 'grandi investimenti' in opere pubbliche come TAV o autostrade i cui costi sono superiori di 4,5 volte rispetto le analoghe opere europee... Abbiamo poi un grandissimo numero di investimenti 'a pioggia' con tagli addirittura tra i 50mila euro e i 10mila euro che non producono nessun valore aggiunto e zero nuovi posti di lavoro: anche qui occorre procedere con l'accetta".

- Evasione fiscale, "obiettivo recuperare 30-35 miliardi di euro l'anno". In che modo? Le misure proposte (pagamenti tracciabili, riduzione fino a 500 euro o anche 300 euro dell'uso contante, strumenti di pagamento elettronici obbligatori, dichiarazione patrimoniale, fattura elettronica per i pagamenti tra aziende) vengono avanzate sul Foglio già a giugno.

- Legge Stabilità. L'ex consulente di McKinsey ha dato un giudizio negativo della 'manovrina' impostata dal governo Letta. "Anche senza gli interventi radicali che indico io, a me sembra che questa manovra sia così soffice che uno nemmeno se ne accorge. Modifiche in Parlamento? Sì, si potrà intervenire per modificare qualche numero ma nella sostanza non cambierà niente".

 

E' evidentemente solo una bozza della bozza di un programma. Gutgeld sostiene concetti già ascoltati da più versanti negli ultimi anni, senza che nessuno abbia potuto (o voluto) metterli in pratica. Così come le coperture e i miliardi spostati da una parte all'altra sono fattibili solo sulla carta, idee probabilmente destinate a scontrarsi con la realtà italiana. Dal recupero dell'evasione fiscale, al taglio delle pensioni più alte (la Consulta ha già bocciato la forma del prelievo) e quello degli 'investimenti a pioggia' (tanto cari a destra e sinistra), passando per la dismissione degli immobili e delle aziende di Stato (fortissime resistenze dalla politica), alla riforma del lavoro che vedrà i sindacati sul piede di guerra, specie su quello che Gutgeld chiama 'micro-job' (ma probabilmente intendeva i 'minijob'). 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58215/20131029/gutgeld-guru-renzi-programma-economico.htm

 

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