Conti pubblici, Italia tra deficit e crescita: arriva la pagella dall'Europa

E-mail Stampa PDF

L'Italia economica, quella fatta di conti pubblici e previsioni di crescita, è nuovamente sotto la lente di ingrandimento europea. L'osservato speciale, in particolare, è quel rapporto deficit/Pil sul quale si esprimerà la Commissione Ue martedì 5 novembre: saggiate le previsioni governative e avanzate le proprie ipotesi, l'Europa ci fornirà un primissimo giudizio sulla sua sostenibilità e sui margini operativi per il 2014.

  

A Roma sono, ovviamente, fiduciosi: "L'Italia non sforerà il vincolo europeo del 3% nel rapporto deficit/Pil [potrà, anzi, probabilmente contare su] un margine sufficientemente ampio", ha spiegato il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta. Ottimismo canonico dell'interessato a parte, da Bruxelles saranno molto attenti nel soppesare quanto le manovre operate dal governo possano positivamente influire sul raggiungimento (e mantenimento) dei target europei.

L'Italia ha abbandonato la sezione dei 'cattivi' sull'ideale lavagna europea lo scorso maggio: l'uscita dalla procedura di deficit eccessivo apriva così le porte ad un futuro con vincoli meno opprimenti in materia di investimenti definiti 'produttivi' (con il riconoscimento di un 'bonus' da circa 3 miliardi di euro). Tornano così in ballo, con tutta la loro 'prepotenza', le prospettive economiche per il 2014: i temi caldi legati alla disoccupazione così come ai numeri del paventato ritorno alla 'crescita' sono, infatti, naturali complementi a quel target sul deficit nel giudizio complessivo della Commissione Ue. Quel che ne emergerà, insomma, andrà ben oltre l'affermare o meno che l'Italia sarà in grado - in questo biennio - di restare sotto il fatidico limite del 3%.

Essere 'promossi' senza riserve (cosa che al momento sembra difficile) confermerebbe, ad esempio, che le previsioni economiche italiane non sono state fatte senza 'tara'. Parlare di un rapporto deficit/Pil al 2,5% nel 2014, di un livello poco inferiore al 3% per questo 2013 e di un rimbalzo del Pil ottobre-dicembre al +0,2% non rappresenterebbe perciò un puro esercizio teorico. La realtà dei fatti, comunque, potrebbe essere facilmente 'diversa': preso atto che molto difficilmente arriverà una bocciatura italiana, l'Europa - con tutta probabilità - promuoverà il Bel Paese ma con qualche riserva. Potrebbe, infatti, venire sottolineato come i margini di manovra siano effettivamente più esigui di quanto si possa oggi credere e questa sarebbe l'ennesima conferma di quanto l'Italia continui a camminare su un sottile filo di lana. Le recenti aperture a livello europeo, tuttavia, fanno ben sperare per una condotta all'insegna della 'flessibilità' da parte della Commissione. Il Bel Paese, insomma, deve continuare a rimboccarsi le maniche perché molto lavoro è ancora da fare: un buon lavoro dell'esecutivo, un ripristino della fiducia di tutti gli attori economici e (magari) un Pil convincentemente impostato al rialzo saranno sicuramente ottimi appigli per poter superare, nel migliore dei modi possibili, l'esame europeo.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58432/20131104/italia-conti-pubblici-europa-commissione-ue-deficit-crescita-pil-investimenti-procedura-infrazione.htm

 

Menu Principale

Risorse Utili