Il «Too Big to Jail» non esiste: gli States continuano la lotta alla finanza marcia

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Preet Bharara, procuratore d'assaltodel distretto sud di New York, è un elemento di spicco nella 'caccia' ai furbetti della finanza.

  

Entrato, nel 2012, sia nella celebre lista "The 100 Most Influential People in the World" del Times che in quella "50 Most Influential" del Bloomberg Markets Magazine, è da molti riconosciuto come il simbolo della lotta contro la parte marcia della finanza a stelle e strisce. Sempre il Times gli dedicò una copertina con il titolo "This Man is Busting Wall Street": un uomo che non si piega, che procede a spada tratta contro i colpevoli fino al momento dell'ammenda finale.

"[Nessuno] dovrebbe vivere tranquillo nella convinzione che sia troppo grande per andare in galera": questa frase di Bharara illustra, in poche parole, tutto il suo credo. Passata l'epoca del 'too big to fail', allora, sembra arrivato anche il momento di sfatare il 'too big to jail' sottintende il procuratore. Proprio in questo contesto, allora, trova collocamento l'ultima vicenda legata alla SAC Capital.

L'Hedge Fund che gestisce asset per circa 15 miliardi di dollari, infatti, sembra poter aver messo la parola 'fine' al lunghissimo filone di indagini per insider trading a suo carico. La creatura del miliardario Steven Cohen, nata nel 1992, aveva ormai abituato il mondo finanziario con le sue operazioni record. Dichiarandosi ora colpevole di frode (e di altri quattro capi d'accusa) davanti alle autorità statunitensi, infrangerà un nuovo record: l'ammissione di colpa, infatti, porterà in 'dono' una multa da 1,8 miliardi di dollari. Il totale, c'è da ricordarlo, comprende i 616 milioni di dollari già pattuiti con la SEC, la Securities and Exchange Commission, per chiudere le cause civili legate sempre all'insider trading. Il concordato porterà, quindi, alla sospensione della licenza dell'hedge fund trasformandolo, a conti fatti, in un semplice "Family Office". 

Il patteggiamento, che dovrà esser approvato dal tribunale, fa letteralmente tremare l'intero mondo dei fondi speculativi. La 'multa' record, spiegano le autorità, riflette un caso di insider trading "senza precedenti". L'accordo, oltretutto, non ferma di certo la macchina della giustizia nei confronti di chiunque abbia lavorato alla SAC Capital Advisors: "Le investigazioni dell'FBI sull'insider trading a Wall Street (...) continuano", ruggisce George Venizelos, Assistant director dell'FBI a New York. Intanto Mr. Steven Cohen (così come tutti i suoi omologhi) continua il suo lieto vivere ('aiutato' da un patrimonio di circa 9,3 miliardi di dollari) dietro lo scudo dello stesso fondo che aveva creato. Per un hedge fund 'che muore' ne nascono altri due: in questa sorta di imitazione finanziaria dell'idra di Lerna, non possiamo tuttavia ritenerci pienamente soddisfatti dalla 'semplice' multa record capitata, questa volta, alla SAC Capital. Le indagini, come detto dall'FBI, continueranno e si arriverà - chissà - all'imputazione delle singole persone che, nella stanza dei bottoni, hanno speculato e ridotto in cenere buona parte della finanza a stelle e strisce. Negli Stati Uniti stanno facendo un buon lavoro e tutto il mondo spera continuino in questa direzione, rimandando al mittente qualsiasi forma di 'appagamento' nel campo della giustizia.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58478/20131105/insider-trading-too-big-to-jail-stati-uniti-fbi-sec-preet-bharara-sac-capital-multa-record-patteggia.htm

 

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