Caos Alitalia, Colaninno confessa: fatti errori in passato, ora urge un partner

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Difronte al salasso attuale, davanti alla più cruda e dura delle realtà, nessuno può negare che 'qualche cosa' nell'ultima gestione di Alitalia non sia andata per il verso giusto. Lo scenario che si presenta oggi, tra aumenti di capitale, soci che titubano, fantomatici partner e piani industriali, non lascia margini di per nessuno: l'evidenza dei fatti è troppo forte da poter esser contrastata da qualsiasi difesa, anche la più disperata. Proprio in questo quadro si inseriscono perfettamente le ultime dichiarazioni di Roberto Colaninno, presidente uscente di Alitalia.

  

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa: anche Colaninno è stato messo con le spalle al muro dai fatti e 'costretto' a riconoscere una gestione sbagliata, dal 2008, del vettore italiano. "E' ovvio che se oggi aspettiamo l'esito di un aumento di capitale fatto d'urgenza e al rebus sulla partecipazione di Air France, degli errori da parte nostra sono stati fatti" ha ammesso. A capo della NewCo Cai - Compagnia aerea italiana - che perfezionò l'acquisto di Alitalia, nei piani di Colaninno e dei suoi partner il vettore italiano sarebbe rinato entro breve tempo. "Credevamo che la ristrutturazione avviata con la cessione a Cai avrebbe cambiato il dna di Alitalia in poco tempo, trasformandola in quattro anni in una compagnia snella e redditizia, non è stato così".

"Non è stato così", poche semplici parole che condensano il fallimento industriale di un piano basato forse troppo sull'ottimismo e troppo poco sui numeri. Quattro anni che non hanno assolutamente portato i frutti desiderati e che si sono conclusi nel 'peggiore' dei modi. Colaninno, nonostante tutto, prova a far buon viso a cattivo gioco: "Riteniamo che il 2016 sarà l'anno del pareggio dei conti di Alitalia". Per ottenere questo 'incredibile' risultato, tuttavia, sarà indispensabile la presenza di un partner estero: il tentare di 'giocare da soli' sarà impossibile visto che "senza un partner estero per coprire le rotte a lungo raggio le possibilità di un successo a medio-lungo termine sono molto esigue". 

Proprio questo particolare aspetto ci ricollega direttamente ai 'capricci' di Air France-Klm: detentore del 25% delle quote attuali, non è ancora data per certa la sua partecipazione per l'aumento di capitale. Abbiamo già parlato del sospetto che la mossa dei francesi sia unicamente volta al minimizzare i costi dell'operazione e anche Colaninno spende alcune parole su questo capitolo: "Air France sta solo cercando di massimizzare le condizioni favorevoli per ridurre la minimo i rischi finanziari (...) Vogliamo rimanere partner dei francesi ma non sottomessi (...) comunque tirare la corda non conviene neanche a Air France". Fare i separati in casa, insomma, non conviene a nessuno e quella posizione di vantaggio che ha Air France su Alitalia potrebbe venire facilmente annullata da un rischio concreto: la comparsa di Etihad e Aeroflot. La compagnia emiratina e quella russa, infatti, potrebbero essere interessate ad una 'partnership' con Alitalia che sarebbe mal digerita dai francesi: "l'ultima cosa che desiderano - spiega Colaninno - è un'Alitalia che si unisce ad un altro partner più grande che gli porta la concorrenza in casa".

Ogni giorno che trascorre, ogni passo fatto verso quel 16 novembre (data ultima per l'aumento di capitale da parte dei soci), dirada la nebbia che circonda ora Alitalia. Le prese di posizione, le strategie delle parti, i problemi attuali e quelli futuri sono sempre più cristallini: preso atto degli errori del passato, non resta che rimboccarsi le maniche e tentare - nuovamente - di defibrillare il malandato cuore di Alitalia.

 

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Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58485/20131105/colaninno-alitalia-cai-errori-gestione-air-france-klm-etihad-aeroflot-russi.htm

 

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