Europa, la crescita si raffredda ancora. Galoppano disoccupazione e debito

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Si raffredda la crescita economica dell'Eurozona prevista dalla Commissione Europea, che ha deciso di abbassare le stime per il 2014 da un già anemico 1,2 al 1,1 per cento: si tratta del secondo taglio alle stime di crescita rispetto a quelle rilasciati all'inizio dell'anno, quando la Commissione prevedeva un'espansione dell'1,4 per cento. Confermata invece la contrazione dello 0,4 per cento relativa al 2013, che segue quella registrata nel 2012 dello 0,7 per cento.

  

Secondo i dati della Commissione Europea che rispecchiano quanto già emerso negli scorsi mesi gli squilibri che hanno caratterizzato la triennale crisi dell'Eurozona stanno diminuendo, tuttavia la crescita economica continua ad essere zavorrata dall'elevato debito pubblico di alcuni paesi europei.

Per il commissario europeo agli affari economici Olli Rehn l'economia europea potrebbe avere raggiunto un punto di svolta, ma la disoccupazione continua rimanere a livelli inaccettabilmente alti.

Il comunicato della Commissione europea comunque ricorda che è troppo presto per cantare vittoria, anche in quei Paesi dove la fanfara suona più forte, come ad esempio la Spagna, che soffre del maggiore taglio delle stime di crescita passando dallo 0,9 per cento allo 0,5 per cento dell'ultima previsione.

La Grecia dovrebbe finalmente uscire da una recessione che dura ormai da 6 anni, con una crescita prevista 2014 dello 0,6 per cento, per poi espandersi nel 2,9 per cento nel 2015.

Per quanto riguarda l'Italia anche l'Europa conferma che le stime relative alla crescita economica snocciolate governo italiano sono troppo generose: il Pil calerà del 1,8 per cento quest'anno contro il -1,7 per cento previsto dal governo, mentre l'anno prossimo sarà positivo per lo 0,7 per cento ovvero il 30 per cento in meno rispetto a quanto previsto dal governo. Disoccupazione e debito pubblico dovrebbero raggiungere il proprio picco nel corso dell'anno venturo, rispettivamente il 12,4 per cento la prima (stima in peggioramento) e 134 per cento del secondo in rapporto al prodotto interno lordo. Il deficit per il 2013 resta confermato al 3 per cento: il ritorno sotto la soglia contabile decisa a Maastricht dovrebbe arrivare nel 2014.

Salvo imprevisti, come spesso è accaduto in passato.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58499/20131105/europa-crescita-disoccupazione.htm

 

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