Deflazione Europa: Atene anticipa tutti, Bce pronta ad intervenire?

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La crisi globale ha decisamente cambiato l'approccio di alcune banche centrali nei confronti delle 'proprie' economie. Le crescenti pressioni, i problemi ingigantiti da un nero velo di sfiducia e le crescenti incertezze nei confronti del futuro (economico e non) hanno spinto le istituzioni centrali ad un attivismo che, per alcune di esse, non faceva parte del proprio retaggio. Torna in mente il «Whatever it takes» urlato in faccia ai mercati da Mario Draghi: un intervento 'costi quel che costi' che ebbe un forte impatto. La crisi poi, con il tempo, ha cominciato ad arretrare (anche se siamo lungi dal definirla chiusa): si è passati da una situazione di perenne emergenza ad una di 'allerta' con qualche allarme che giunge, quasi regolarmente, da alcuni Paesi. Questa situazione ha così permesso alla Bce di tornare 'nei ranghi' e limitare (almeno momentaneamente) la forza dei propri interventi. Nonostante questo, dai piani alti della Banca centrale si è continuato a dire che l'istituzione "è pronta ad agire" in caso di necessità. Ma quali sono, adesso, i 'requisiti' necessari per far scattare - nuovamente - l'intervento della Banca centrale?

  

Le fresche previsioni d'autunno diramate dalla Commissione europea giungono in nostro aiuto. Si parla di una crescita indebolita, di una disoccupazione che galoppa a livelli inaccettabili e anche del preoccupante peso dei debiti pubblici. Andando nello specifico dei Paesi, poi, emerge un dato affatto rassicurante che riguarda, novità, la martoriata Grecia. Nel biennio 2013-2014 Atene dovrà combattere uno dei più subdoli 'virus economici': la deflazione (per informazioni chiedere al Giappone). I prezzi, guardando le stime della Commissione, caleranno dello 0,8% nel 2013 e dello 0,4% nel 2014 per poi, ma si tratta pur sempre di ipotesi, tornare ad un +0,2% nel 2015. Nel paper si legge che "Il calo dei prezzi è dovuto alla debolezza della domanda e all'implementazione della riforma del mercato dei prodotti". Il rischio, come sempre quando si parla di deflazione, è grande: se in un'economia che non riesce a carburare si crea l'aspettativa che i prezzi di domani saranno inferiori a quelli di oggi (posticipando così tutti i consumi consistenti) le cose posso solo che peggiorare. 

Fonti interne alla Commissione rifiutano di credere che la situazione di Atene sia solo il primo 'assaggio' di un futuro problema europeo di grandi dimensioni. "La Grecia è in una situazione molto particolare. La sua economia sta subendo un importante aggiustamento per recuperare competitività e il calo dei prezzi è parte di questo processo. La Ue non prevede alcuni tipo di deflazione per qualsiasi altro Paese dell'Ue nel 2013-15". Lo stesso Olli Rehn, vicepresidente della Commissione e commissario agli Affari economici e monetari, ha battezzato come "remoti nel breve" i rischi di deflazione per l'Europa. Eppure anche dai dati preliminari dell'Eurostat per Ottobre emergerebbe come il caro vita medio sia passato dal +1,1% (settembre) al +0,7% (ottobre, base annua). La spiegazione ufficiale richiama un "processo di aggiustamento macroeconomico" e una "debolezza di domanda (...) soprattutto in alcuni Paesi del sud Europa".

Non c'è da preoccuparsi, insomma? La Bce può continuare a fare l'attendista (dopo l'attivismo del recente passato), osservando l'evoluzione dell'economia europea dalla finestra? Secondo i piani alti, sì. C'è tuttavia un ultimo dato, fino ad ora non citato, che non dirada ogni lecito sospetto: l'inflazione europea è prevista all'1,5% nel 2014 e all'1,4% nel 2015. Sebbene il pilastro legato all'inflazione del modus operandi della Bce indichi come necessario, nel medio termine, mantenere l'inflazione sotto la soglia del 2,0%, anche un eccessivo discostamento negativo da quel livello dovrebbe far scattare l'allarme. "Inferiore ma prossima al 2,0%" implica, allora, che le previsioni di cui sopra non giustificano, così tanto, un eventuale immobilismo della Banca centrale.

I tassi di interesse al minimo storico dello 0,5% mostrano spazio, come spesso ribadito, per ulteriori manovre ribassiste. L'alternativa, volendo, riporta in auge i piani di liquidità LTRO che, questa volta, potrebbero venir meglio sfruttati in virtù dei test che la Bce condurrà sulle banche europee. Gli strumenti ci sono, gli spazi di manovra non mancano e, volendo, potrebbero già sussistere le condizioni per un 'semaforo verde' all'intervento della Bce. La fase di attesa/osservazione della Banca centrale, insomma, potrebbe esser finita. Anche Olli Rehn, d'altronde, ha chiarito come "in ogni caso la Bce è pronta ad agire per iniettare liquidità se si prospettasse il rischio". Staremo a vedere, allora.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58529/20131106/atene-deflazione-europa-commissione-ue-olli-rehn-bce-ltro-tassi-interesse-eurostat.htm

 

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