Francia, è downgrade: S P's taglia il rating da 'AA+' ad 'AA', suona la sveglia per i dormienti politici francesi

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Torna in auge quella viscerale lotta tra governi e società di rating circa il merito creditizio dei Paesi. Dopo un periodo di 'stasi' è stata l'americana Standard & Poor's a scagliarsi contro la Francia, decurtandole il rating sovrano di un notch dal precedente AA+ all'attuale AA. Un fulmine a ciel sereno per alcuni, una mossa parzialmente ipotizzabile da altri: il risveglio dell'economia dell'Eurozona è stato comunque traumatizzato da questo evento. Ma cosa ha portato Standard & Poor's a prendere questa decisione?

  

Come sempre più spesso accade, l' 'assassino' è un mix di micidiali elementi. Si comincia con la disoccupazione, bestia nera di più di uno stato nell'Eurozona che, secondo l'agenzia, rappresenta un anello sempre più debole nella catena francese. L'alto tasso rappresenterebbe più di un semplice 'granello' di sabbia negli oliati meccanismi dell'economia d'oltralpe e strarebbe, sempre a sentire S&P's, indebolendo significativamente il supporto alle necessarie manovre in materia di politica fiscale e riforme strutturali. La crescita, d'altronde, risulta essere ancora (troppo) debole e la scarsa 'convinzione' del governo in materia di riforme del mercato del lavoro e nuovi piani di tassazione non hanno fatto altro che 'condannare' la Francia a questo downgrade. Proprio le manovre macroeconomiche del governo, quelle più di tutte avrebbero dovuto fissare importanti paletti per una solida futura crescita, hanno tradito le aspettative e trasformato il futuro di Parigi in un quadro dai toni grigi. L'agenzia di rating chiude il punto sulla Francia con il cambio, in positivo, dell'outlook: da negativo a stabile, visto che "riflette la nostra aspettativa che il governo si impegni a contenere il debito netto e che la probabilità di un'ulteriore azione sul rating della Francia nel corso dei prossimi due anni è inferiore a uno su tre".

Immaginabili le risposte da parte dell'Eliseo: un alquanto inviperito Pierre Moscovici, ministro dell'Economia francese, difende a spada tratta la qualità della reputazione creditizia di Parigi, rifiutando in toto la 'presa di posizione' di Standard and Poor's, e confermando come anche l'attuale, ribassato, rating sul debito francese sia comunque tra i più sicuri e liquidi dell'intera zona Euro. I francesi, insomma, sono stati colpiti nel vivo e la 'mossa a sorpresa' dell'agenzia di rating li ha - con tutta probabilità - presi parzialmente alla sprovvista. Ora non resta che attendere ed osservare. Il fatto che l'agenzia abbia effettuato il downgrade e, al contempo, migliorato l'outlook sembra voler lanciare un messaggio ben preciso: basta perdere tempo, è ora che i politici (per ora francesi) smettano di dormire sugli allori e si mettano di buona lena a lavorare sulle necessarie riforme strutturali.

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58634/20131108/francia-downgrade-taglio-rating-parigi-standard-poor-s-motivazioni-crescita-debole-disoccupazione-ri.htm

 

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