Dietro l'ottimismo delle parole, nuovi segnali di crisi per l'Europa

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Per l'Europa e la Bce non è di certo un periodo rilassato e la carrellata di dati macro in arrivo potrebbe cristallizzare una situazione tutt'altro che positiva. Ad 'aprire le danze' ci ha pensato Mario Draghi, la scorsa settimana, che ha rotto ogni indugio e ha tagliato di un quarto di punto i tassi di interesse portandoli al nuovo minimo storico di 25 punti base. Dietro l'inaspettata mossa, ovviamente, c'è quel preoccupante andamento ribassista nell'andamento dei prezzi: inizialmente definito, da molti economisti, come fisiologico nonché temporaneo, la presa di posizione della Bce ha radicalmente cambiato l'approccio al fenomeno. L'esser intervenuti, insomma, ha palesato che di 'normale' in questa situazione c'è veramente poco.

  

Ecco allora che la giornata di giovedì 14 novembre potrà aiutarci a capire meglio in che situazione versa la nostra Europa. Quello a cui assisteremo, infatti, sarà una vera e propria maratona europea legata alla pubblicazione del Pil degli stati membri: Francia, Germania, Italia e Portogallo saranno i partecipanti alla 'gara'. Una vera e propria valanga di dati che andrà a comporre un quadro che, con buona probabilità, non sarà così piacevole da osservare. 

Il sospetto lecito, nella mente di più di un analista, è che la mossa di Draghi abbia di poco anticipato la nuova ondata di 'poco rassicuranti' notizie in arrivo dai Paesi dell'Eurozona. Una zoppicante Francia (fresca di downgrade da parte di S&P's), che farebbe compagnia alla nostra povera Italia - impantanata in una crisi dalla quale fatica tremendamente a riemergere -, si andrebbe ad affiancare ad una stanca Germania che, anche se in crescita, si starebbe prendendo un momento di 'pausa'. Nick Matthews, della Nomura International, prova a vedere la situazione da un punto di vista obiettivo: "Ci sono alcuni piccoli punti luminosi, come la Spagna (con i nuovi ordini all'industria previsti in netta ripresa, N.d.R.), ma l'Italia continuerà a rimanere in contrazione e la crescita della Francia, al massimo, rimarrà piatta", questo è lo scenario che è apparso agli occhi della Bce, una desolante e assai fragile ripresa dell'Eurozona.

La maratona inizierà con i dati provenienti da Parigi: all'ombra della Tour Eiffel le previsioni parlano di una crescita che, dal precedente +0,5% (QoQ) arretrerà fino ad un misero +0,1% sull'onda dell'analisi di Standard&Poor's che vedeva le mosse di Monsieur Hollande come "incapaci" di sostenere la crescita dello stato transalpino. A Roma, d'altronde, non versiamo in migliori condizioni: le previsioni al -1,8% (YoY) e al -0,1% (QoQ) parlano praticamente da sole. La trainante Germania, poi, chiude il terzetto con gli analisti che si aspettano una crescita nel trimestre allo 0,3% che esce più che dimezzata dai livelli dei tre mesi precedenti (su base annua la crescita dovrebbe toccare quota +0,7% contro il precedente +0,9%). Il tutto confluirà, poi, nel dato generale dell'Eurozona previsto, anch'esso, in ritirata dal precedente +0,3% al previsto +0,2% (QoQ) (con le previsioni ufficiali di crescita per il 2014 abbassate dal +1,2 all'1,1% e quelle sulla disoccupazione aumentate al 12,2%).

Finita la 'gara', insomma, è molto probabile che avremo ben più chiara la visione dei piani alti della Banca centrale europea e di quel fenomeno, che a volte sembra davvero una chimera, chiamato "ripresa economica".

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58766/20131111/crescita-eurozona-europa-italia-francia-germania-rallentamento-dati-macro-gdp-pil-draghi-taglio-tass.htm

 

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