Tassi di interesse in aumento e prestiti in crisi: il credito in Italia continua a non funzionare

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Se l'ampio capitolo del credito può essere considerato come indicatore della paventata (prossima) ripresa italiana, gli ultimi dati diramati dalla Banca d'Italia non fanno di certo gridare al miracolo. Il bollettino di Palazzo Koch, infatti, prova a fare luce su "Le principali voci dei bilanci bancari" nel mese di settembre.

  

In pillole: sono aumentati i tassi di interesse sui mutui, prosegue su livelli ridicoli la concessione dei prestiti e rallenta - bruscamente - la raccolta dei depositi del settore privato. Un mix, quello che emerge dai dati settembrini di Bankitalia, che non può di certo renderci speranzosi in attesa di un futuro migliore.

Si comincia con il capitolo dei prestiti. Ad onor del vero, in questo caso, un assai timido segno 'positivo' arriva dai dati raccolti. Partendo dai livelli dell'agosto 2012, i prestiti al settore privato hanno vissuto una vera e propria crisi: mese dopo mese la percentuale è stata sempre caratterizzata dal segno 'meno'. Esattamente nel settembre 2012 il calo era già al -0,7% per passare, a gennaio dell'anno dopo, al -1,5%. Ancora: -2,2% ad aprile 2013, -3,0% lo scorso giugno. Luglio è il primo mese ad oltrepassare la soglia del 3,0% arrivando al 3,3%, agosto lo supera e arriva al rotondo -3.5%. Una discesa continua, decisamente poco salubre per l'economia del nostro Paese, ma che - qui la novità - ha registrato una stazionarietà per il mese di settembre che chiude, anch'esso, al -3,5%. Troppo poco per poter gridare all'inversione di tendenza, (da novembre a dicembre 2012 si passò dal -1,3 al -0,8%, per poi tornare in picchiata), ma sicuramente può rappresentare un punto di inizio. La voce "Prestiti" al settore privato, poi, può essere suddivisa in due categorie: famiglie e società non finanziarie. Il livello dei prestiti, per le prime, registra un annuo -1,1% che 'migliora' il -1,2% di agosto e torna sui livelli di luglio. Per le società non finanziarie, invece, si passa dal -4,6% di agosto al -4,2% di settembre, poco sotto il livello di luglio (al -4,1%).

Tutt'altra storia, invece, per quanto riguarda la "Raccolta": i depositi del settore privato registrano una vera e propria doccia fredda. Dopo il +7,9% del febbraio 2013 siamo passati al 6,6% di agosto per poi - letteralmente - precipitare al 3,7% rilevato a settembre.

Per chi ha intenzione di comprare una casa, infine, non arrivano notizie positive. I tassi di interesse sui mutui alle famiglie per l'acquisto di una abitazione, infatti, sono tornati nuovamente a crescere nel mese di settembre. Anche se sensibilmente inferiori a quel 4,21% (TAEG) dell'agosto 2012, l'ultima rilevazione della Banca d'Italia registra un aumento dal 3,93% dello scorso agosto all'attuale (settembre) 3,97%. Calano, invece, i tassi legati al credito al consumo che, dopo il picco del febbraio 2013 (9,86%), scendono al 9,52% rispetto al 9,64% di agosto. Lieve calo, infine, per i prestiti sotto il milione di euro per le società non finanziarie con i tassi che scendono dal 4,50 di agosto al 4,34% di settembre.

Caveat: l'intervento di novembre della Banca centrale europea sui tassi di interesse non è, ovviamente, rilevabile su questi dati proposti dalla Banca d'Italia. Sarebbe lecito, dunque, aspettarsi una risposta positiva dei tassi di interesse che riguardano il nostro quotidiano. Esiste, tuttavia, un precedente che non fa di certo ben sperare. Il penultimo taglio dei tassi operato dalla Bce (lo scorso maggio) venne quasi del tutto 'ignorato': il meccanismo di trasmissione, insomma, era tanto 'incastrato' da non aver portato i risultati desiderati in questo campo. In numeri: se i tassi di interesse legati ai mutui per le famiglie, nel gennaio 2013, erano al 3,92%, l'attuale (settembre) 3,97% chiarisce ogni dubbio. A maggio, mese del precedente taglio, si viaggiava sul 3,94% che scese, il mese successivo, dello 0,04% per poi tornare a crescere. Più sensibile, invece, fu la risposta per i prestiti sopra il milione di euro alle società non finanziarie che passarono dal 2,93% al 2,77% del mese successivo (tornando, tuttavia, al 2,98% questo settembre).

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58798/20131112/bankitalia-tassi-interesse-italia-mutui-prestiti-credito-banche-credit-crunch-famiglie-imprese-bce-t.htm

 

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