Fed, la Yellen è una 'colomba d'assalto': l'economia è più forte ma serve ancora il sostegno

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Il passaggio di consegne ai vertici della Fed sarà un evento estremamente importante. Lo sarà, ovviamente, per il ruolo mondiale che la Banca centrale americana ricopre. Lo sarà per la congiuntura economica che gli Stati Uniti stanno vivendo e che, giocoforza, finisce sempre per influire sul mercato globale. Ma il 'nuovo' che avanza, Janet Yellen che prende il posto di Ben Bernanke, sarà importante anche perché riuscirà a non cambiare radicalmente l'aspetto degli interventi della Fed pur portando una fresca ventata di novità. Ed oggi la Yellen, alla sua prima audizione pubblica al Congresso, cercherà di farlo ben capire a tutti i presenti.

  

Ancor prima di sedersi ufficialmente sullo 'scranno del potere', la futura numero uno della Fed è stata già attaccata per il suo esser 'colomba' nonché delfina dell'attuale presidente Bernanke. In ballo, superfluo ricordarlo, c'è il tanto chiacchierato 'tapering': il piano programmatico di riduzione dell'attuale regime di acquisto di bond. Chi lo invoca subito, chi lo scaccia come il peggiore dei fantasmi: l'inizio, dal punto di vista temporale, è il nodo di Gordio da sciogliere. Ecco allora che la Yellen prova a mettere subito in atto quel 'mix' di cui sopra: "L'economia è diventata più forte", la crisi dei subprime è ormai solo un 'brutto ricordo' e la recessione appartiene anch'essa al passato. Tradotto: un punto a chi vuole l'inizio della riduzione del piano di stimoli fin da subito. Tuttavia il mai timido discorso della Yellen non si esaurisce qui e assesta un colpo ai suoi detrattori: tanto il lavoro quanto la crescita statunitense "hanno performance nettamente al di sotto del loro potenziale", "abbiamo compiuto buoni progressi ma abbiamo ancora strada da fare per recuperare il terreno perduti". Pareggio delle colombe, 1-1 e palla al centro. La migliore via per uscire dalle straordinarie manovre di politica monetaria, insomma, è proprio il mantenerle ancora per qualche tempo come 'bastone' per la ripresa in via di riabilitazione. La strategia 'carota e bastone', dunque, sarà il mezzo scelto per arrivare all'approvazione della nomina da parte del Congresso per poter, a gennaio, cominciare a guidare in prima persona la Federal Reserve.

La linea d'azione della Yellen, la raison d'êtreche supporta le sue decisioni, poggia fondamentalmente sul duplice mandato alla base della Fed. Alla Banca centrale, infatti, spetta sì il compito della 'stabilità dei prezzi' ma, in modo paritetico, deve mirare anche al perseguimento della 'massima occupazione'. Ecco allora che i numeri che giacciono sotto 'il cofano' dell'economia statunitense sono i migliori alleati (per il momento) per questa strategia volta tanto all'attacco quanto alla difesa. Se la disoccupazione è senz'altro inferiore a quel 10% del 2009, l'attuale 7,3% è giudicato ancora non accettabile dalla Yellen. L'inflazione, invece, permane sotto il livello dei due punti percentuali e non mostra impostazioni al rialzo. Se, per concludere, si aggiunge che una pletora di economisti segnala una crescita in rallentamento dopo il +2,8% registrato nel terzo trimestre, appare più che motivato il rinvio del tapering a 'data da destinarsi'.

La Yellen-colomba, insomma, è decisamente più agguerrita di quanto molti tendano a descrivere: ferma nella sua posizione e padrona del proprio approccio dipingerà un futuro della Fed all'insegna della continuità dell'era Bernanke pur senza farla vivere all'ombra della pesante eredità. 

Authors: InvestireOggi.it

Leggi originale su: http://it.ibtimes.com/articles/58893/20131114/yellen-federal-reserve-fed-ben-bernanke-tapering-qe-disoccupazione-crescita-inflazione.htm

 

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